UNA SETTIMANA DAL VOTO

Il sonno della ragione

A una settimana dal voto con il discorso di Viktor Orban nel quale esprime la speranza che sia possibile bloccare le sanzioni a Putin “con l’aiuto del nuovo governo italiano” le strette di mano e i sorrisi felici  di Salvini e Meloni a Orban. Meloni che certifica la garanzia di verginità democratica a Orban perché viene “eletto” regolarmente, non ci sono più dubbi: Orban ha azzerato brutalmente qualunque opposizione in Ungheria. Vinte le elezioni e andati al governo la prima cosa che faranno sarà un ribaltone della politica estera italiana: contro la linea Europea, amicizia con Putin, niente armi all’Ukraina, revisione della nostra adesione alla NATO….etc.

Orban non direbbe quelle scemenze se non avesse avuto garanzie dai suoi amici italiani (Meloni & Salvini). Oppure da “pupazzi prezzolati” secondo la recente definizione di Mario Draghi.

Mi sono più volte chiesto, in queste mie note, come avessero fatto i nostri padri e nonni a imboccare la tragica via del fascismo nel 1922.

Salvini e Meloni, cento anni dopo, nel 2022 ci fanno vedere come sia stato possibile farlo a suo tempo e come sarà di nuovo possibile farlo oggi. Se c’era bisogno di una spiegazione. E’ vero non esiste pericolo fascista ma questa roba è peggio. Populismo e cecità demagogica al potere.

Un popolo, stanco di parlamenti grotteschi, abitati da rappresentanti ignoranti, puerili, stupidi, corrotti, schiavi della più ignobile demagogia, vota per disperazione, per motivi allucinati, per una coalizione reazionaria (i.e.: la Meloni almeno è una donna, Salvini dice cose che si capisconosui migranti ha ragionela flat tax è giusta[1] …)

Oggi come 100 anni fa.

Ci si chiede come sia possibile che questa spaventosa realtà non sia efficacemente smantellata dal PD di Letta che sembra parlare un linguaggio surreale a un deserto ideologico e culturale.

Gli elettori italiani stanchi di inadempienza, di incompetenza, di corruzione, di conflitti fra sette e parrocchie di “intelligentissimi”  “di sinistra” confondono la protesta demagogica con opposizione e alternativa, l’arroganza di Salvini come “capacità di decidere”, la beceraggine qualunquista di Meloni come “leadership” e, come i nostri padri e i nostri nonni, cadono nell’imbroglio e si affidano a un dittatore criminale di guerra (Vladimir Putin) amico di Salvini e di Berlusconi e a un arrogante dittatore massacratore di diritti civili come Viktor Orban amico di Meloni. Che trascineranno l’Italia in una avventura, se possibile, peggiore del nazismo  e del fascismo: l’avventura della demagogia puerile e incompetente, della stupidità al governo.
Responsabilità? Certo! 50 anni di consociazione DC/PCI di sistematica occupazione del potere con un mostro burocratico di viscosità impenetrabile (scuola, formazione, giustizia, media, banche, sindacati) soffocamento sistematico di qualunque alternativa progressista, “liberal”,  e  socialdemocratica.

Continuavano a discutere gli “intelligentissimi” e il Paese gli cambiava sotto il culo incollato alle sedie del potere.

La “ragione” ha dormito ed ecco il mostro.

Lorenzo Matteoli

Sette giorni al voto, 168 ore per svegliarsi.

Il 25 Settembre vota

Azione di Calenda-Renzi


[1] Meloni sarà una donna ma sui problemi “chiave” dei diritti  umani (educazione, formazione, welfare, aborto, eutanasia,) le sue idee sono quelle della più oscura assoluta reazione medievale, sull’economia propone un sovranismo a dir poco curtense, le tesi di Salvini sui migranti sono di breve termine, razziste e letali per l’Italia disperatamente a corto di lavoratori per industria e agricoltura e la flat tax è destinata a moltiplicare le disuguaglianze del capitalismo più feroce. Tutti e due sguazzano nella demagogia più laida e irresponsabile, eccitando l’egoismo più cupo dell’ignoranza popolare.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a UNA SETTIMANA DAL VOTO

  1. Militelli Deperi Agostino ha detto:

    Ma come ha fatto Putin a diventare nazista?
    Non è nato, cresciuto e diventato potente all’ombra della falce e martello ?
    Quindi adesso la Russia e ‘ nazifascista ?
    Non lo sapevo.

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