SANSONE E UNA VENTINA DI FILISTEI

Berluska/Sansone

La lettura dei gesti di Berlusconi richiede prudenza e attenzione.
Dopo, o simultaneamente, la saponosa, più apparente che reale, riappacificazione con Meloni in via della Scrofa e i festeggiamenti per la nomina di Licia Ronzulli a capogruppo dei senatori azzurri al Senato, Berlusconi fa sapere di avere ripreso i contatti con Putin, vantando scambio di auguri (“dolcissimi” un superlativo poco adatto al profilo di Vladimir Vladimirovic), bottiglie di vodka e quant’altro.
Nulla della fantasia Berlusconiana è documentato e quindi è quasi certo che si tratti di una gran panzana inventata di sana pianta.
Quindi è necessario chiedersi “perché”. 
Per quale motivo Berlusconi, notoriamente rancoroso e sicuramente ancora invelenito per l’offesa alla senatrice del cuore, decide di fare una dichiarazione di portata politicamente sovversiva nella delicata fase di formazione del futuro governo che Meloni vuole “europeo” e “atlantico”.
Scontato il rancore e il veleno resta una forte componente di volontà e progetto.
Volontà politica e progetto che sono, senza possibile mediazione, in netta contrapposizione alla linea Meloniana “europea” e “atlantica”.
Sicuramente Berlusconi affermerà che la sua amicizia con Putin non ha nulla a che vedere con la politica estera italiana, ma questo è un arrampicamento su vetri oleosi, più che impossibile, disonesto.
Per esclusione, resta una sola interpretazione della apparente follia senile del Berluska: non vuole un governo Meloni, non vuole La Russa presidente del Senato, non vuole il recupero di potere di Salvini, ma, soprattutto, non vuole Nordio alla Giustizia.
Dopo la gaffe con Meloni, ha capito che il suo potere politico nella nuova situazione è zero.

Quindi muoia Sansone.
Bisogna ora vedere come manovrerà Dalila/Giorgia Meloni.
Una svolta assolutamente imprevedibile. 
C’è quindi la probabilità di una reazione dura: sicuramente Sansone è finito.
Resta da vedere cosa succederà ai filistei.
Dalila comunque vincerà. Di riffa o di raffa.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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