UGUALI DIVERSI PRIVILEGIATI

In un commento su La Repubblica del 28 Dicembre 2022, Umberto Gentiloni cita una dichiarazione  di Pino Rauti a una TV francese nel 1971.  Alla domanda “Siete contrari alla democrazia parlamentare?”

Rauti risponde in francese sottotitolato:
Noi siamo contrari in linea di principio per questioni ideologiche perché non crediamo all’uguaglianza degli uomini. Non crediamo al suffragio universale. Noi crediamo alla differenza, alla qualità e a tutti gli sforzi che un regime diversificato e qualificato domanda all’uomo per mostrare la parte migliore di sé stesso.”

Umberto Gentiloni così chiude il suo commento:
Meglio chiarire, verrebbe da dire sommessamente, prima che la confusione prenda il sopravvento, anche per evitare che il sonno della ragione possa generare nuovi mostri.”

Ma non chiarisce, non ci prova nemmeno, e le brutali banalità di Rauti restano senza contraddittorio.

Certo che non siamo uguali, certo il suffragio uguale per società di diversi è una contraddizione evidente. Ma ci sono molte altre cose da dire oltre alla banale, monca affermazione di Rauti.

Ci sono quelli più intelligenti, più abili, più forti, ma la loro intelligenza, abilità e forza non è un merito. È una fortuna, un caso, un accidente: un privilegio

Quale è il merito di nascere in Italia in una famiglia educata, civile rispetto a nascere nella miseria alla periferia di Bamako, o in una jurta nelle immense praterie della Mongolia Esterna, o da una madre disfatta dalla droga e un padre inesistente sotto un ponte autostradale a Milwaukee, Wisconsin? 

È in questo contesto che deve essere collocata l’idea di uguaglianza.  Con buona pace delle banali generalizzazioni di Pino Rauti, avallate dal non chiarimento di Umberto Gentiloni.

I quattro soggetti dell’esempio sono uguali nel diritto di vivere una vita decente, il dovere di una società civile è quello di riscontrare, anche se impossibile, questo diritto. Il debito dei privilegiati è quello di partecipare all’utopia civile.

L’errore deformante del suffragio universale, va corretto rendendo tutti ugualmente capaci di capire cosa votano e perché.

Su questi dettagli sono stati scritti volumi nella storia del mondo e ne saranno scritti ancora e forse le contraddizioni non saranno mai risolte.[1]
Questo non vuol dire che si debba fare legge del privilegio accidentale. Anche perché spesso, per via della stessa accidentalità, può succedere che cretini assoluti vengano eletti, dallo scontrollato suffragio universale, e vadano al potere. Plausibilità per nulla rara, devastante esempio di “mostro del sonno della ragione”.

Lorenzo Matteoli

[1] Sono state risolte solo nella letteratura fantascientifica ad esempio  nel libro di Aldous Huxley (Brave New World, 1932).

Equal, different, privileged

In a comment in La Repubblica, December 28th, 2022, Umberto Gentiloni quotes a statement by Pino Rauti on a French TV show in 1971. When asked “Are you against parliamentary democracy?”

Rauti replies in French with subtitles:

We are against it in principle for ideological reasons because we do not believe in the equality of men. We don’t believe in universal voting rights. We believe in the difference, in the quality and in all the efforts that a diversified and qualified system asks of man to show the best part of himself.”

Umberto Gentiloni concludes his comment:

“Better to clarify, one would say softly, before confusion takes over, also to prevent the sleep of reason from generating new monsters.”

But he doesn’t clarify, he doesn’t even try to clarify, and Rauti’s brutal platitudes remain without any challenge.

Of course we are not equal, of course universal voting rights in societies of different individuals are a coarse contradiction. But there are many other things to be said beyond Rauti’s banal, partial statement.

There are smarter, more skillful, stronger individuals, but their intelligence, skill and strength are not a deserved merit. They are a matter of luck, chance, a whim, an accident: a privilege.

What is the deserved merit of being born in Italy in an educated, civilized family compared to being born in poverty on the outskirts of Bamako, or in a yurt in the immense prairies of Outer Mongolia, or by a mother thrashed by drugs and a non-existent father under a highway bridge in Milwaukee, Wisconsin?

It is in this context that the idea of equality must be framed, with all due respect to the banal generalizations of Pino Rauti, endorsed by Umberto Gentiloni’s non-clarification.

The four subjects of the example are equal in the right to live a decent life.  The duty of a civilised society is to implement this almost impossible right. The debt of the intelligent, strong, capable,  privileged, is to be part of the civil utopia.

The misleading error of universal voting rights must be corrected by making everyone equally capable of understanding what they vote for and why.

Volumes in the history of the world have been written about these details.  More will be written in the future and perhaps the contradictions will never be solved.[2]

This does not mean that whimsical privilege should become a rule of law. Because, due to the same whim, it may happen that absolute idiots are elected to power, by the uncontrolled universal voting rights. Which is not a rare plausibility, but a devastating example of the “monster of the sleeping reason“.


Lorenzo Matteoli


[2] They have only been resolved in science fiction for example by Aldous Huxley in his book Brave New World, 1932.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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