Fridays for the future

Potito Ruggero

Ruggero Potito

 

Sono stati commoventi i “millennials” venerdì con la loro passione, i cartelli, l’ironia, l’incazzatura scapigliata. Bravi, molto bravi e molto belli.

La mia commozione provocata dall’affetto e dalla sensazione tragica del tradimento e della delusione che molto probabilmente dovranno affrontare, subire, gestire, superare.

La macchina immane del Pianeta per “voltare” e cambiare direzione rispetto alla attuale totale dipendenza dal fossile, dalle materie plastiche, dagli attuali fertilizzanti e pesticidi, e vari altri necessari veleni…. se mai la sterzata verrà iniziata, ci metterà forse 50, forse 100 anni e molto probabilmente di più, con investimenti quasi inconcepibili nelle attuali dimensioni finanziarie e con rivoluzioni politiche, culturali, antropologiche, geografiche, urbane, agricole, tecnologiche che sono difficilmente concepibili, progettabili con gli attuali strumenti e con gli attuali linguaggi di quegli ambiti.

Sui cambiamenti che verranno innescati, e mi chiedo francamente quali potrebbero essere le priorità, qualcuno guadagnerà molti soldi, qualcuno ne perderà molti tanti probabilmente moriranno di fame, sete, guerre, rapine.

La gradualità dei cambiamenti, indispensabile per non provocare tragedie dovrà essere condizionata dai tempi disponibili, e saranno condizioni al limite comunque. Gli strumenti e le alternative necessarie nei 50 anni della fase iniziale e più difficile della transizione oggi sono solo in parte conosciuti.

Forse la prima cosa che deve cambiare è il prezzo delle cose che dovrà rappresentare (contenere) oltre ai tradizionali costi (capitale, lavoro, processi, profitti) anche il loro costo ambientale in tutto o in parte. Il margine così acquisito sarà investito nel “cambiamento”, nella transizione, nel sacrificio necessario.

Questo potrebbe dirigere le scelte, istruire le priorità, consentire di regolare la velocità della transizione.

Sarà un viaggio lungo e non è garantito l’arrivo.

Lorenzo Matteoli

 

PS. e adesso Feltri tdc chi c’è “dietro” al tuo sistema?

 

 

 

 

 

 

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Ci dobbiamo vergognare

Salvini e la gnocca

 

Forse è necessario un atteggiamento più severo sui 15 mesi di impero salviniano al Ministero degli Interni/Governo. Ho come l’impressione che l’Italia onesta e decente sia stata “anestetizzata” abbia dormito e non si sia resa conto di cosa stava succedendo, di cosa è successo in quei mesi. È inutile poi chiedersi cosa è successo in Germania al tempo di Hitler o in Italia al tempo di Mussolini quando in Italia al tempo di Salvini sono successe cose orrende e tutti le hanno blandamente considerate “normali”, “sciocchezze”, o peggio le hanno approvate.

Provo a fare un elenco di alcuni dei principali orrori:

  1. È stato papprovato un decreto che “obbliga”, pena multe milionarie, sequestri e galera i capitani delle navi che passano nel Canale di Sicilia a lasciare affogare i naufraghi di gommoni: uomini, donne, bambini.
  2. Approviamo e finanziano campi di stupro in Libia dove sappiamo ed è documentato che uomini, donne e bambini vengono derubati, sfruttati, torturati, stuprati, violentati sistematicamente.
  3. Abbiamo visto e sentito il ministro degli interni (e vice primo ministro) ordinare ai parlamentari di “alzare il culo” e andare in Parlamento a votare (i pieni poteri a lui)
  4. Abbiamo visto e sentito il ministro degli interni (e vice primo ministro) alla televisione pubblica insultare in modo volgare, calunniare e diffamare la Capitana Karola Rakete, i magistrati e la magistratura.

Questi alcuni dei casi più gravi in un continuo di insulti al Capo dello Stato, ai Magistrati, e alla Magistratura, e di comportamenti lascivi, volgari e offensivi della dignità del Parlamento, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e delle Istituzioni della Repubblica.

Nessuna voce ufficiale si è alzata per condannare decreti criminali e criminogeni, offese, calunnie, insulti, abusi di ufficio e ogni altra indegna volgarità del ministro degli interni (e vice primo ministro) in quindici mesi di malgoverno.

I suoi seguaci, accecati fanatici, sul suo incitamento ed esempio hanno moltiplicato per milioni di volte insulti, offese, calunnie, violenza verbale e fisica.

Nessuno ha denunciato, nessuno ha protestato e chi lo ha fatto è stato aggredito e malmenato nelle strade, nelle piazze, sul web, alla radio e alla televisione dal ministro degli interni (e vice primo ministro) e dai suoi sostenitori, senza potersi difendere senza poter ribattere in un turbine di violenza verbale, isterica e ben oltre i limiti della decenza e della dignità.

Milioni di persone invece lo incensano, lo approvano, seguono il suo esempio e hanno creato una atmosfera che fa obbiettivamente paura, che induce in seguaci o servi a comportamenti efferati (pestaggi, violenza fisica e verbale, minacce, isterismi patologici) sempre più diffusi, sempre più violenti, sempre più gravi.

Una situazione della quale ci dovremo vergognare per anni: il danno all’immagine del Paese e della sua cultura civile nel mondo è irrimediabile, senza prezzo, senza riscatto.

Il sonno della ragione ha creato mostri! E quei mostri siamo tutti noi.
Ci si chiede quando si sveglierà l’Italia civile, dignitosa, decente, colta, gentile e ospitale?

Lorenzo Matteoli

 

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Un’idea di progetto adeguato

 

barchini3
YOU ARE NEEDED YOU ARE WELCOME

Nel 2050 ci saranno 10 milioni di italiani in meno e se il tasso di natalità resta intorno a 2.0 dovremmo accogliere circa 300 mila immigranti all’anno per compensare il calo demografico. Il conto è ovviamente molto più complesso per tenere conto dell’età dei nuovi ospiti della penisola e della loro fertilità per non parlare di tutte le altre complesse variabili dell’algoritmo, ma per il ragionamento grossolano che vorrei svolgere mi interessano gli ordini di grandezza e non le sottigliezze. Qualcun potrebbe dire “meglio pochi che male accompagnati” e direbbe una sciocchezza (anzi due sia per il “pochi” che per il “male accompagnati”) il Paese è una macchina che ha bisogno di gente per funzionare e anche su questo argomento ci sarebbe da discutere, ma le conseguenze di un calo demografico di quella dimensione (17% circa) a causa dell’invecchiamento generale della popolazione sarebbero letali.

Questa premessa per porre un assunto fondamentale: i migranti sono una soluzione e non un problema, ne abbiamo bisogno e questo bisogno è urgente. Non è una invasione di barbari è una sana iniezione di lavoratori a tutti i livelli dei complicati processi che fanno funzionare un paese moderno.

Corollario: chi grida all’emergenza e alla catastrofe dell’Italia invasa dagli africani dice una sciocchezza irresponsabile.

L’emergenza esiste se continuiamo a gestire il problema come abbiamo fatto finora e in particolare negli ultimi 20 mesi di isterico razzismo oscurantista e di menzogne salviniane.

Anche per questo argomento rimando ad altra letteratura: non mi interessa discutere sulle bugie strumentali, sulla ridicola fregnaccia della “difesa dei sacri confini della patria”: discussione da Papeete, mojitos, cubiste e altri cazzoni di mente semplice. Comunque, pericolosi.

Dunque, i migranti vanno accolti: questo è l’ineludibile assunto. E bisognava impostare un progetto consistente 20 anni fa.

Per essere ancora più chiari: respingere, fare annegare, chiudere porti, mettere in galera o in lager guardati da stupratori libici, costringere  i capitani delle barche da pesca e delle navi al crimine orribile di abbandonare naufraghi in mare, condannare a settimane di attesa su navi male attrezzate nel caldo estivo e nel freddo invernale sono operazioni che solo menti bacate possono ritenere soluzione di un problema planetario epocale. Per non dire di peggio….quelli che credono “di difendere i sacri confini della patria” e affogano i naufraghi invocando in modo blasfemo il Cuore Immacolato della Vergine Maria.

Affogo qualche migliaio di migranti (uomini, donne e bambini) e stupro qualche migliaio di donne, o decine di migliaia, e risolvo il problema dei migranti ! Leccando il rosario…Geniale! Bel primato italiano!

E’ orribile per la nostra cultura e civiltà che queste idee e che i comportamenti conseguenti abbiano avuto successo in Italia e siano stati gratificati dal voto di milioni di italiani, il frutto della mala informazione, della demagogia criminale e della ignoranza più grezza: è stato un momento del quale dovremo vergognarci a lungo.

Si tratta di vedere come, con quale progetto, con quale visione temporale, con quale atteggiamento culturale, quadro economico, assistenza sociale, educativa, di formazione, residenziale, integrazione ambientale, etc.

Un progetto per il quale né l’Italia né alcun altro paese in Europa e forse nel mondo ha precedente esperienza, di dimensione pluri-generazionale (30-40 anni) che interessa tutto il territorio italiano e tutta la società italiana. Scuola, Università, Sanità, Lavoro, Trasporti, Infrastrutture, Sindacati, Cultura, Sport e Tempo libero…

Vediamo allora di percorrere rapidamente il come.

Intanto i campi in Libia vanno chiusi immediatamente e le responsabilità delle scelleratezze commesse dovranno essere indagate e giudicate da tribunali internazionali.

Selezionare: con criteri molto più articolati del semplicismo economici/politici vogliamo immigrati onesti, validi, qualificati, potenzialmente qualificabili privilegiando giovani e adolescenti respingendo criminali noti, terroristi, e soggetti socialmente pericolosi secondo griglie consolidate nei criteri di selezione dei soggetti stranieri che chiedono residenza stabile in un nuovo paese. Con criteri di umanità vanno anche applicati criteri medici e di conseguente assistenza.

Non è una operazione semplice né facile, ci vuole personale qualificato, interpreti, azione documentale nei paesi di origine.

Strutture ospitali: vanno predisposte strutture di ospitalità diversificate e distribuite sul territorio per tenere conto delle diverse condizioni degli ospiti: età, lingua, quadro familiare, religione, attitudini, esigenze educative e di formazione di capacità consistenze con il numero previsto di ospiti e del loro background sociale, culturale, etnico etc.

Insegnamento dell’italiano: obbligatorio e diversificato in funzione dell’età e dei profili socio cultuali dei soggetti

Educazione civica: corsi di informazione sulla cultura italiana. Comportamenti civili, tradizioni, leggi e regole di vita sociale.

Integrazione degli islamici problema fondamentale e delicato da gestire con mediatori culturali delle varie sette (Sciiti, Suni, Wahabiti etc.) con chiarezza e con fermezza: in Italia non vige la Sharia.

Formazione: dovranno essere attrezzate scuole di formazione per le diverse età per i diversi background socioculturali, per le diverse specializzazionie mestieri, diffuse sul territorio e gestite dal sistema scolastico italiano ai vari livelli.

Scolarizzazione: i giovani in età scolare dovranno essere inseriti nelle classi coerenti con la loro età e assistiti con opportuno supporto per facilitare l’integrazione rapida nelle classi e nel contesto.

Assistenza sanitaria: tutti gli immigrati dovranno essere assistiti dal sistema sanitario nazionale italiano.

Criteri generali
Si dovrà prevenire la formazione di ghetti e di enclave etniche e religiose, particolare attenzione dovrà essere posta per evitare conflitti interetnici e interreligiosi (Suni /Sciiti/Wahabiti et al), Saranno necessari mediatori culturali arabi, asiatici, mediorientali, africani per facilitare il rapporto degli immigrati con le realtà sociali locali.

L’Arma dei Carabinieri dovrà attrezzarsi per gestire le diverse comunità etniche.

Il ministero della Pubblica Istruzione dovrà attrezzare le opportune strutture (organici) di educazione scolarizzazione e formazione.

Il Progetto generale dovrà avere come obbiettivo l’inserimento positivo nel sociale italiano degli immigrati nell’arco di tre quattro anni dall’arrivo.

Il progetto italiano dovrà essere associato a un più largo progetto Europeo. Sul lungo termine gli immigrati in Italia e in Europa saranno gli operatori del più vasto progetto Europeo di investimenti nel continente africano.

Sul piano internazionale l’Europa dovrà impostare e implementare un piano di investimenti ventennale nei paesi africani alimentatori di emigrazione istituendo una direzione ad hoc a Bruxelles, una Banca Europea per l’Africa e agenzie nelle capitali africane interessate per monitorare le fasi operative del programma.

Per chiudere: Ho rapidamente e molto schematicamente illustrato alcune linee di quello che dovrebbe essere l’approccio al problema dei migranti per far capire quanto sia distante l’attuale visione di grettezza protezionista e modestia provinciale da quello che dovrebbe essere un progetto adeguato di calibro planetario lanciato su una scala temporale di 50 anni.

Nel 2070 o l’Italia avrà una popolazione
con il 35%-40% di italiani oriundi africani
integrati e felici
o…non esisterà.

Lorenzo Matteoli

 

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Quante mucche nei corridoi

La destrutturazione delle ideologie,
quante mucche nei corridoi,
il capitalismo decente,
la crisi ambientale
diventare seri
Renzi.

 

mucche

Una volta Hasan Ozbekhan[1] la chiamava la fine delle ideologie, ma oggi è più elegante chiamarla destrutturazione delle ideologie. L’interpretazione da Bar Sport l’ha recentemente fornita il Ministro degli Esteri Di Maio che ha detto che non c’è né destra né sinistra. Battuta squisitamente ideologica, ma Di Maio non lo può capire. Ci sono solo problemi che non sono né di sinistra né di destra anche se sempre provocati da una o dall’altra delle due grammatiche. Sono solo le soluzioni che possono essere di sinistra o di destra.

Per fare un esempio attuale:

  1. lasciare annegare i migranti nel Canale di Sicilia, chiudere i porti, dare multe da milioni di euro a chi salva i naufraghi, sequestrare le navi che salvano i naufraghi, organizzare campi di prigionia in Libia dove bloccare i migranti perché possano essere derubati, ricattati, sfruttati, stuprati, torturati da massacratori libici è una soluzione criminale del problema dei migranti.
  2. Impostare accordi con l’Europa, organizzare piani di investimento in Africa, salvare i naufraghi, accogliere e selezionare i migranti, respingere i delinquenti, formare i migranti nell’ambito di una strategia europea calibrata sui prossimi 20/30 anni è una soluzione potenzialmente decente del problema dei migranti.

Dov’è la destra? Dov’è la sinistra?

Perché bisogna accoglierli? Perché l’Europa ne ha bisogno, urgente bisogno. Il Continente Europeo è in un ciclo demografico negativo che durerà per prossimi 40 anni senza migranti stiamo andando a sbattere in una catastrofe da spopolamento. Un continente di vecchi con una minoranza sempre più ristretta di lavoratori: un finale chiaramente insostenibile. Le tendenze demografiche richiedono visione di lungo termine: almeno due generazioni.  Siamo già in ritardo… e li mandiamo via o, peggio, li affoghiamo, i migliori, i più coraggiosi, i più decisi, già pre-selezionati…
Pensare di risolvere il problema, che non è un problema ma una soluzione, affogando i migranti nel Canale di Sicilia, chiudendoli in campi di concentramento i Libia guardati da ladri e stupratori, invocando il Sacro Cuore di Maria Vergine non è solo stupida incompetenza: è criminale.

Far credere che così si possa risolvere il non-problema è ancora peggio: vuol dire spingere il dramma attuale verso una sanguinosa tragedia finale.

Quali sono dunque le priorità? una essenziale e inderogabile: far capire agli italiani e agli europei quale è la vera dimensione del non-problema, che il fenomeno è epocale, che sarà attuale per i prossimi 30/40 anni per l’Europa e per il mondo, non solo per l’Italia. Senza questa comprensione e senza questa informazione continueremo ad avere criminalità politica che invoca il Sacro Cuore di Maria Vergine, affoga i migranti, li deruba, ricatta e li condanna ai campi di stupro libici. E non si rende conto che sono la soluzione e non il problema.

Dov’è la destra? Dov’è la sinistra?

In questo mondo di ideologie destrutturate è difficile dirlo: ci sono diversi percorsi, alcuni criminali, alcuni solo stupidi, alcuni stupidi e criminali, alcuni stupidi criminali e vergognosi, alcuni difficili, alcuni decenti, più o meno costosi, alcuni forse una positiva gestione del fenomeno dei migranti e una soluzione per il problema dell’Europa spopolata. Nessun percorso facile.

Le mucche nel corridoio: sono svariate e di vario carattere e umore. Una muccona enorme e incazzata è quella del problema ambientale, degrado fisico patologico, cambiamento del clima, inquinamento irreversibile, etc.

Anche in questo caso si tratta di un problema immane che richiede per essere risolto una rivoluzione radicale del sistema economico/finanziario.

Il valore dell’ambiente, il suo costo di breve e lungo termine deve essere inserito nell’algoritmo finanziario, macroeconomico e microeconomico. Se abusando dell’ambiente senza riscontrare il suo valore e i suoi costi nelle transazioni e negli scambi, si diventa ricchi, magari spaventosamente ricchi, il problema non verrà mai risolto. Ammesso che ci sia una soluzione.

Una mucchina positiva comincia a spuntare nel corridoio: il capitalismo decente. Il degrado avvelenato del capitalismo finanziario da rapina, ha fatto capire che questo sistema è alla frutta e deve cambiare. Autori come Paul Collier, Mariana Mazzuccato, Lucrezia Reichlin, cominciano a filtrare nel pensiero economico conforme, la diseguaglianza come struttura/condanna della macroeconomia è presente nel dibattito di avanguardia. Riforma fiscale, redistribuzione, reinvestimento degli attivi di bilancio, tassazione fortemente progressiva (altro che tassa piatta) neo-keynesianesimo, economia circolare sono termini che cominciano a far parte della dialettica corrente.

Non esiste politica ambientale in un sistema che non sconta il valore dell’ambiente: la mucchina del capitalismo decente potrebbe associarsi in modo positivo alla muccona della crisi ambientale e alla fine innescare il ciclo virtuoso risolvente.

Questo dibattito è molto esposto alla faciloneria demagogica: di quelli che propongono soluzioni politicamente inapplicabili, ma facili da vendere all’inclito ignorante del Bar Sport, perché laidamente demagogiche.

Diventare seri: questo è il problema scoraggiante. La scuola produce clicking morons, la demagogia razzista esalta la superficialità suicida, il voto universale privilegia il voto della massa di elettori ignoranti e manipolati che a loro volta eleggono politici da spiaggia e mojitos, con i quali poi si identificano in un ciclo perverso di esaltazione dell’incoscienza irresponsabile. La volgarità trionfa. La competenza viene irrisa, conoscere per decidere non è più necessario: si decide sulla base dei sondaggi di opinione. Vincono i cretini. Nessuno verifica.

Quindici mesi di arroganza, berci, insulti sono stati controproducenti, pericolosi, costosi, da vergognarsi. Quindici giorni di ragionevolezza decente hanno conquistato una prima fondamentale svolta nei rapporti con l’Europa. Sallusti dice che il successo della Ministra degli Interni Lucia Lamorgese è la conseguenza dei quindici mesi di arroganza, bugie e insulti.

Come dire che martellarsi un dito è bene perché quando si smette è un sollievo, o che mangiare sale leva la sete perché dopo averlo mangiato si beve. Bravo Sallusti: la necessità di leccare aguzza l’ingegno.

È vero che la differenza fra i due comportamenti ha esaltato l’intelligenza e il buon senso del secondo, ma confondere questo con il concetto di conseguenza logica è come dire che una azione intelligente è la necessaria logica conseguenza di una cazzata.

E, per finire con le mucche nel corridoio, che dire di Matteo Renzi? Renzi deve leggersi bene Curzio Malaparte (Maledetti Toscani) e capire perché i toscani irritano quelli che non sono toscani. Ma su una cosa ha ragione: andare via dal PD è stato un fatto positivo sia per il PD che per Renzi, anche nei modi e nel momento.  Poi vedremo, ma sarei prudente nel fare previsioni di un segno e dell’altro.

Lorenzo Matteoli

 

 

 

 

 

[1] Hasan Özbekhan was born in Turkey in 1921, into a diplomatic family. He studied at the Lycée Chateaubriand in Rome, and then studied Law and Political and Administrative sciences at the Faculte de Droit and the École Libre des Sciences Politiques in Paris, and his graduate studies at the London School of Economics. He undertook his postgraduate work at the University of Cambridge after being elected to the Leverhume Fellowship.

 

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Strategia da cavalleria leggera

 

cavalleria leggeraDa un punto di vista tecnico la manovra in tre tempi di Renzi è stata spregiudicata, brillante e, sull’immediato, di incredibile successo. Oggi in pratica ha una linea di controllo sul governo, sul PD, sui 5S. Infatti è l’ago della bilancia nel governo, controlla 5Stelle e PD che non possono permettersi un fallimento pena l’azzeramento politico. Ha lasciato i suoi amici nel PD in modo da avere un occhio su quello che succede nel partito, e si pone come polo di attrazione per Leghisti che mal sopportano Salvini e per i Forza Italia stanchi di Berlusconi e disgustati da Toti… non male come risultato dell’idea iniziale di portare il PD a fare il Bisconte con i 5Stelle (primo tempo) e poi di andarsene dal PD e fare il suo gruppo (secondo tempo). Ha voluto poi firmare il blitz (terzo tempo) con il voto che ha messo il governo in minoranza sull’autorizzazione a procedere per l’On.le Sozzani. Un segnale preciso.

Da anni non si vedeva nel teatrino della politica italiana una manovra di questa disinvoltura, cinismo, spregiudicatezza, rapidità e precisione esecutiva: strategia da cavalleria leggera.

Si tratta ora di vedere cosa intende fare con il giocattolone che ha messo in pista.

Lorenzo Matteoli

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Whatever it takes 2

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I video di quello che è successo ieri a Pontida si impongono tre riflessioni:

  1. La rabbia della destra leghista ha buone ragioni di essere perché è vero che il governo PD+5Stelle è sostanzialmente stato una scelta contro il voto anticipato e quindi contro la quasi certezza di una vittoria della Lega. Scelta peraltro legittima sul piano dei numeri: la maggioranza parlamentare PD+5Stelle non è molto diversa da quella Lega+5Stelle. La scelta è forse più fragile su quello dei programmi e della cultura di governo, meno fragile comunque di com’era il “contratto di governo” Lega/5Stelle e  quella cultura di governo, come poi si è visto. Infine, scelta politicamente solidamente giustificata dagli eccessi della hybris papeetiana di Salvini (la richiesta dei pieni poteri e l’invito volgare ai membri del Parlamento di “alzare il culo” e andare in Parlamento a votare per le elezioni subito, denunciano la vera deviazione democratica che ci aspetterebbe) e dalla disinvoltura anticostituzionale dimostrata nei suoi 15 mesi da ministro degli interni. Mattarella non poteva mandare il Paese nelle mani di una leadership esplicitamente antidemocratica, con forti tentazioni anticostituzionali (i decreti Sicurezza 1 e 2 sono anticostituzionali e criminogeni), dichiaratamente contraria alle posizioni storiche dell’Italia Atlantica ed Europea: Salvini la voleva invece fuori dall’Europa, fuori dall’Euro e vicina a Putin e ai paesi del blocco Visegrad. La rabbia dei fanatici leghisti ha anche un altro motivo che gli stessi non possono confessare: quello che è successo è sostanzialmente responsabilità dello stesso Salvini che travolto dalla hybris per il risultato alle Europee non si è reso conto di quello che faceva sottovalutando praticamente tutto: Berlusconi, Renzi, PD, Europa, mercati, 5Stelle, Vaticano, Confindustria, Sindacati e quant’altro poteva ignorare. Classico errore da uomo solo al comando, poco avvezzo all’azione di concerto, insicuro nelle valutazioni complesse tipiche della realtà politica economica e sociale attuale. Mal consigliato da consiglieri male scelti.

 

  1. Di fronte a questa rabbia e alla violenta sete di vendetta Leghista (Torneremo presto!) c’è un governo con molti problemi di consistenza culturale prima che politica. Di Maio continua a seguire una sua personale rotta antagonista e provocatoria nei confronti del partner di governo: dichiarazioni non concordate, riunioni settarie, una resistenza viscosa chiaramente leggibile negli atti nelle parole, nei comportamenti e nella prossemica. Fa molto poco per nascondere la sua nostalgia per la cultura di governo leghista e la delusione del posto di Premier promesso da Salvini al quale ha dovuto rinunciare dopo tutti i tentativi fatti per far saltare l’accordo con il PD compresa la richiesta perentoria di voto sulla sgangherata piattaforma Rousseau, richiesta che dopo l’accordo e l’incarico esplorativo a Giuseppe Conte si qualifica chiaramente come un tentato colpo di stato. Renzi continua la sua fronda para-scissionista e non si contano i mali di pancia e le varie scie della base né di sinistra né di destra del PD e dei 5 Stelle…e si potrebbe continuare. C’è di che preoccuparsi e ci si domanda se PD e 5Stelle sono veramente coscienti del pericolo che sta correndo il Paese e delle immani responsabilità che questo governo deve affrontare.

 

  1. La terza osservazione è la eccezionale sovrapposizione della cultura politica di Salvini con quella della sua base elettorale: non si sa se sia lui un interprete perfetto o se sia la identità della sua base elettorale che si sovrappone perfettamente alla cultura del “capitano”.La assoluta sinergia della volgare ignoranza demagogica di Salvini con le aspettative della pancia laida del suo elettorato è un altro elemento di preoccupazione. Il messaggio illiberale, dispotico, antidemocratico, viene colto immediatamente e moltiplicato nel suo contenuto estremo e radicale. Salvini ha tirato fuori il peggio dal profilo popolare italiano.

Alla luce di queste osservazioni è lecito chiedersi quale sia la responsabilità della pubblica opinione responsabile del paese, della stampa democratica, degli intellettuali, dei professionisti e degli imprenditori. Non ci sono molte scelte alternative: è necessario che questo governo e i partiti che lo supportano si rendano conto al più presto delle responsabilità che il momento impone e operino di conseguenza, rinunciando agli sgambetti, ai capricci puerili, ai doppio giochini di corridoio, alle lotte di parrocchie e dei “cerchi magici” per fare… whatever it takes….per portare a termine la legislatura. Cioè:

  1. Una legge elettorale decente e rappresentativa della volontà degli italiani,
  2. una politica di bilancio finalizzata alla riduzione del debito e agli investimenti, nei limiti del possibile e del rispetto di un negoziato con l’Europa,
  3. una strategia civile per il problema dei migranti concordata con l’Europa, l’apertura dei tavoli necessari per la riforma della Unione Europea in senso federale,
  4. il recupero al voto dei milioni di assenti,
  5. la condanna severa della demagogia e dell’accanimento settario della cultura politica del paese e dei media,
  6. una politica fiscale finalizzata alla riduzione della diseguaglianza economica e sociale,
  7. una politica dell’istruzione e della ricerca coerente con le esigenze di lungo termine del Paese… e molto altro su queste linee.

Auguri a noi.

Lorenzo Matteoli

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Whatever it Takes

Mario Draghi
Mario Draghi: “Whatever it takes…”

 

La partenza del governo giallorosso sembra un po’ impastata. Programmi ampi e “riformisti” buone intenzioni su economia e ambiente, su Europa e altro. Si sentono però anche ombre di viscosità grillina e la sensazione che qualche ministro grillino abbia nostalgie salviniane magari riscontrate da scie nella base sgangherata del movimento 5S.

Il sospetto è che non tutto l’arco governativosi sia reso conto della immane responsabilità di questo governo, regalato all’Italia dalla sbornia papeettesca del ‘capitano’ e da una serie di circostanze contorte, non semplici da spiegare a un australiano, tipiche del teatro politico italiano: i malpancisti del PD, i malpancisti dei 5S, le manovre di Renzi, la stronzaggine di Paragone, le tentazioni per la livrea da premier e il doppio gioco di Di Maio, la schifezza della piattaforma Rousseau, la storica svolta di Grillo, la bagarre in corso per i sottosegretari, i sogni  di rimangiamento TAV e TAP del grillini  duri e puri, la voglia di vendetta della destra nera della Lega, l’ambigua posizione del Bisconte di Montecitorio che prende a sberle il ‘capitano’ ma dimentica di avergli firmato per 15 mesi tutte le più orrende cazzate come se lui …io non c’ero e se c’ero dormivo.

La immane responsabilità è presto riassunta: se questo governo non funziona avremo Salvini nella sua versione peggiore (detta “alzate il culo”) per i prossimi venti anni e un presidente della Repubblica amico di Casa Pound. [1]

Quindi: se,

  • non cessano immediatamente, manovre interne, sgambetti, bizze, ricattini puerili, minacce di scissione, “come dico io” o salta tutto, etc…se non si riesce a fare una decente legge elettorale, una seria impostazione dell’economia del debito pubblico, un robusto rilancio degli investimenti e dell’impresa, un accordo Europa/Africa ventennale per il governo dei migranti, un accordo europeo per la revisione di Maastricht di Dublino e per il lancio dell’Europa Federale…
  • Salvini tornerà più “alzate il culo” che mai, più “Papeete” che mai, più ‘bacio il rosario” che mai, travestito da Ammiraglio affonderà le navi delle ONG mentre barchini di migranti arriveranno a migliaia e, con la benevola assistenza del “Sacro Cuore di Maria Immacolata”, migliaia di disperati donne uomini e bambini ogni anno affogheranno diligentemente nel Canale di Sicilia in virtù della “cattiveria necessaria”.

Quindi cari membri dell’arco governativo: alzate il culo e datevi da fare, è necessaria una filosofia “Whatever it takes”   “el xe necesario no se pol far da manco”.[2]

Lo capiranno? Molti forse si, altri no e questi sono pericolosi.

Lorenzo Matteoli

 

[1]  Il “bacio del rosario” diventerà obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado (tre volte al giorno al canto di un guardiano del popolodal campanile delle chiese) e il Parlamento sarà pieno di onorevoli pronti ad “alzare il culo” su ordine del ‘capitano’, l’Italia sarà fuori dall’Europa, fuori dall’euro, alla bancarotta finanziaria, ci vorranno 20.000  “nuove lire” per comperare un euro (sul mercato nero) e lo stipendio unico nazionale sarà di 20.000 minibot da 1000 ‘nuove lire’ al mese.  Il traffico urbano e l’inquinamento delle città saranno completamente risolti perché la benzina costerà 3.000 minibot al litro. L’Italia esporterà per qualche anno auto usate nel Montenegro, Albania, Kossovo: nazioni fiorentissime e fortemente industrializzate da industrie Italiane esportate. Alcuni diventeranno mostruosamente ricchi.

[2]. Come disse Agostino Bragadin Capitano da Mar della Flotta Veneziana  a Marcantonio Colonna che gli chiedeva, prima della Battaglia di Lepanto 7 Ottobre 1571,  se fosse proprio necessario andare in battaglia contro la selva di navi di Alì Pascià.

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