La Macchina a Terrore di Guido Vitiello

La macchina a terrore più internet

La Macchina a Terrore  di Guido Vitiello: da leggere.

 

LM

 

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La paura e il vuoto stellare

Paura

 

Ne La Repubblica di ieri c’è una interessante riflessione di Zagrebelski sulla paura come strumento di potere e come veleno della democrazia. Da leggere.
In margine si può osservare che sono molte le paure che dominano le dinamiche sociali, insieme alle paure delle paure, con i relativi conflitti. Ad esempio quando la paura di chi comanda con la paura supera la paura che ci sottomette al suo potere e provoca la ribellione liberatoria.

La lettura delle notizie di ieri propone tre temi:

  1. La preoccupazione della Confindustria, della BCE e del fluttuante ministro Tria per la situazione dell’economia italiana.
  2. La leggerezza del Ministro degli Interni Salvini che accusa gli istituti preoccupati di “gufaggine”.
  3. La presa di distanza del Ministro per lo Sviluppo Dimaio che dichiara: “Non siamo Renzi, siamo noi. Le preoccupazioni e gli avvertimenti sono corretti e vanno ascoltati.”

Dimaio annuncia poi le misure per il rilancio dell’economia e per la promozione della “fiducia” degli imprenditori e degli investitori. Tutte misure allo stato impantanate nel litigio continuo e nei veti incrociati che caratterizzano l’azione del Governo.

La figura complessiva che emerge dalla situazione riportata dalla stampa di ieri è di nuovo quella della totale incoerenza dell’azione del governo e della completa dissociazione dalla realtà dei due viceprimiministri e dell’accidentale facente funzione premier Conte. Dimaio ammette la serietà della situazione e annuncia misure che non vengono prese, Salvini accusa di gufaggine l’FMI, la BCE, la Commissione Europea, la Confindustria e il Ministro Tria e annuncia uno splendido 2019 caratterizzato da crescita e boom economico, Conte, tarabaralla, ora dice una cosa ora dice l’altra e si impegna a lavorare su tutto per risolvere tutti i problemi.

Vogliono la fiducia dei mercati e degli elettori e:

  1. Irritano gli stati Uniti firmando accordi con la Cina.
  2. Irritano la Commissione Europea firmando accordi con la Cina senza coordinarsi con gli alleati Europei.
  3. Irritano la Cina cambiando gli accordi preventivi della adesione alla Via della Seta dopo le note minacciose USA ed EU.
  4. Irritano i paesi membri della UE con bilanci in dissesto che mettono a rischio tutta l’Unione.
  5. Irritano la Francia insultando Macron.
  6. Irritano la Germania sfotticchiando Angela Merkel.
  7. Irritano i tedeschi accusandoli di arricchimento improprio.
  8. Irritano la Confindustria accusandola di gufaggine.
  9. Irritano la BCE e il suo Presidente Draghi accusandoli di gufaggine.
  10. Disgustano gli investitori internazionali sculettando con i gilet gialli.
  11. Irritano i sindacati negando la loro funzione sul mercato del lavoro.
  12. Irritano Europa, America e mezzo mondo dichiarando appoggio a Maduro in Venezuela.
  13. Irritano metà del mondo sculettando con Putin in Russia.
  14. Irritano l’altra metà del mondo sculettano con Trump che li dichiara inaffidabili: come essere dichiarati unreliable  da un venditore di auto usate.
  15. Irritano gli italiani con comportamenti incompetenti arroganti, contraddittori e dilettanteschi che sono costati milioni di Euro ai contribuenti italiani.
  16. etc…

Chi critica il governo dei boy scout irresponsabili viene fulminato dalla interessante teoria sulla democrazia di Salvini: per criticare il Governo bisogna farsi eleggere. Chi non è eletto stia zitto. Draghi si deve far eleggere, la Confindustria si deve fare eleggere, Boeri si deve fare eleggere, i giornalisti si devono fare eleggere. Anche il ragazzino Rami, che ha salvato 51 compagni di scuola dall’essere bruciati vivi dal cretino senegalese, se vuole la cittadinanza per aver sfidato il killer cretino …” si faccia eleggere…”  (rischioso invito perché se Rami dodicenne si potesse candidare oggi sarebbe sicuramente eletto)…e forse sarebbe più affidabile di Dimaio e di Salvini.

Tutte le decisioni e le azioni e le battute dei due viceprimiministri sono dettate dai consulenti spinner dei social media e in funzione della percentuale ipotetica di voti da catturare con la specifico sculettamento demagogico. Ma la vita è complicata e alcuni bacini di voti sono antagonisti rispetto ad altri bacini di voti: se becchi quelli perdi quegli altri.

Se prendi con la demagogia del finto reddito di cittadinanza i voti al Sud, perdi quelli dei lavoratori che pagano le tasse al Nord.

Chi ha creduto all’immagine di giovanile radicale cambiamento proposta dal M5S all’inizio della loro esperienza politica si sta rendendo conto di essere stato ingannato. Si tratta dell’80% circa degli elettori M5S dinamica che viene confermata dalle recenti elezioni regionali.  La loro conclamata “diversità” è come quella del PCI di una volta, inesistente: oggi, mentre si avviano alle patrie galere i ladri di polli stellari a Roma e a Torino, il loro slogan urlato “onestà, onestà, onestà” è vuoto e ha il sapore patetico di presa per il ….

Sono puerili, incompetenti e irresponsabili e associano a questo profilo una arroganza indisponente, tutto emblematicamente rappresentato dal vuoto del costante sorriso del bambolotto capo. Il problema è quanto tempo ci metteranno gli italiani a capirlo.

(lorenzo matteoli)

 

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Scatole vuote

 

Scatoloe vuote

 

Il bambolotto capo dei 5S e il suo cerchio magico stellare hanno deciso che dopo una serie di sconfitte crudeli e dopo aver perso una buona metà del popolo stellare devono “riorganizzarsi”.

È interessante la sindrome che caratterizza questi personaggi: la totale rimozione della differenza  tra “contenitore” e “contenuto”. Come quando scandiscono il loro slogan, oggi drammaticamente patetico, “one-stà, one-stà, one-stà”, e credono che sia sufficiente gridare “onestà”, per essere onesti.  Così ritengono che sia sufficiente cambiare l’organizzazione perché il Movimento diventi una cosa seria e non rimanga una armata Brancaleone di incompetenti con qualche rubagalline, (Roma docet), guidati da un arrogante bambolotto.

Per spiegare il concettino con un esempio colorito: un mucchio di merda in una scatola resta un mucchio di merda anche quando cambi la scatola. Ovvero senza idee, senza un quadro concettuale, senza una visione politica, senza una cultura politica, senza il minimo senso dello Stato, il “movimento” resta una accidentale accozzaglia di soggetti urlanti gli slogan da strada, più diversi, vuoti di contenuto, demagogici e velleitari. Il mondo reale, della competenza e della professionalità è un altro.
Quindi si riorganizzeranno e con la nuova splendida organizzazione continueranno a pasticciare bruciando altri miliardi degli italiani.

Il capo politico stellare intanto ha deciso di non interrompere la tradizione di pasticcioneria e si è nominato commissario unico per la disciplina, giudice, ed esecutore della sua sentenza e ha buttato fuori senza processo e inaudita altera parte l’ultimo ladro di polli stellare, fornendo ancora un esempio della cultura di arrogante barbarie che caratterizza i vertici del movimento. Purtroppo o per fortuna in un paese civile anche i ladri hanno dei diritti.

(lorenzo matteoli)

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Com’è che siamo finiti con Dimaio?

bamboloIl bambolotto

 

Per quanto sia complicato oggi il Pianeta, e per quanto articolata e complessa sia la massa oceanica di informazioni che ci travolgono ogni minuto, e per quanto rapidi siano gli avvenimenti e i cambiamenti dell’ambiente, della società, dell’economia, della politica, per quanto assurde siano le contraddizioni che dobbiamo subire, capire, gestire…resta comunque solidamente vero che nulla avviene per caso. Non ci sono accidenti, strampalati, non esiste la casuale coincidenza, la fortuna o la sfiga stocastica.
Tutto quello che avviene e che avverrà, ha radici e nasce da quello che è avvenuto prima.
Questo non vuol dire che sia prevedibile, predeterminato e nemmeno progettato o voluto: nel caos congiunturale ogni volontà è travolta, annullata, assorbita, impastata, ma conseguente.
Come i granelli di sabbia in un fiume immane e violento finiscono in mare e nei millenni diventano isole, continenti, spiagge o si fermano sul fondo degli oceani per altri milioni di anni.
Quando i granelli di sabbia sono nei vortici del fiume prevedere il disegno delle isole e dei continenti futuri è impossibile. Quando invece le isole e i continenti si sono formati, dopo milioni di anni, guardando bene la forma e la geologia delle isole e dei continenti, qualcosa si può capire dei granelli di sabbia: da dove e come sono arrivati.

Il futuro non si può prevedere, ma il passato si può ricostruire.

Ci saranno tracce nel passato del killer-cretino suprematista bianco che uccide 50 musulmani a Christchurch e del senegalese frustrato che a Rozzano, se due eccezionali ragazzini non fossero riusciti ad avvertire i carabinieri del 112, avrebbe ucciso bruciandoli vivi 51 scolari della Scuola Media Vailati di Crema. Ci saranno storie antiche che spingono le centinaia di migliaia di africani a rischiare di affogare nel Canale di Sicilia per cercare di arrivare in Svezia, nonostante i Salvini feroci e gli inutili bambolotti Dimaio?  Per non parlare delle connivenze di Renzi et al. e dell’assalto ai contributi del governo delle cooperative bene organizzate e ben connesse politicamente. Tutti assatanati  sull’arrembaggio giorno per giorno, senza progetto, senza visione, senza strategia. Sfruttando i migranti scaraventati nella qualunque, provocando incazzatura e rifiuto nella gente che li deve subire. E ci saranno tracce in Egitto per ricostruire la storia di Khalid padre di Rami che le caotiche vicende degli ultimi 20 anni hanno portato in Italia a far nascere Rami.

Ci saranno di sicuro le tracce di tutte le storie, oggi le potremmo ricostruire, ma prima che si svolgessero la storia futura non si poteva né pensare né scrivere.

Il futuro radicato nel presente è imprevedibile perché il presente è troppo complicato ed è obbiettivamente inconoscibile nella sua immane dimensione e complessità. Ma studiando granelli di presente qualche ipotesi sul loro passato si può tentare, e il tentativo è un utile esercizio.
Tutto questo per inquadrare la domanda: “Come siamo finiti con Dimaio?”

Come ha fatto questo paese che per 60 anni ha votato le varie minestre PCI, DC, PSI, PLI, PRI, PdS, DS, PD, + 20 anni di Berlusconi a mandare al governo con il 32% abbondante dei suoi elettori (in realtà il 15% circa del corpo elettorale complessivo grazie agli assenti) un “movimento” come quello che oggi è guidato, si fa per dire, da Dimaio.
La domanda è contenuta in un altro importante problema: come si forma l’opinione pubblica,o come si forma un movimento che rappresenta una riconoscibile minoranza dell’opinione pubblica e che l’assenteismo elettorale trasforma in una forza politica capace di andare al governo, diagonalmente alleata con altri ideologicamente molto diversi. E pericolosi.
Come le tracce sull’isola… i granellini di sabbia, le premesse embrionali di quell’opinione esistevano da tempo in Italia, si tratta di capire dove si trovavano e quale percorso le ha portate al governo.
Le tracce di opinione pubblica che si sono poi coagulate nel M5S erano evidenti nella insoddisfazione per i vari governi di centro, di centro-sinistra …dell’area moderata e di centro-sinistra: le varie minestre PCI, DC, PSI, PLI, PRI, PdS, DS, PD. Insoddisfazione che si è confermata con i governi di Berlusconi e ha investito anche la destra di governo. Insoddisfazione che è poi diventata, irritazione, frustrazione e quindi radicale incazzatura.
Dalla insoddisfazione nasce il disinteresse, l’assenteismo alle elezioni, che culmina poi con l’indignazione e il disgusto. Un terreno sul quale Beppe Grillo ha seminato il germe del populismo qualunquista nichilista e anarchico che è alla fine si è depositato nel M5S.

Un movimento senza un collante definibile politicamente o ideologicamente, incentrato sulla insofferenza/disprezzo per la classe politica in generale (tutti ladri, tutti a casa!),e particolarmente feroce nei confronti della sinistra di governo PD.
Il collante che ha strutturato il M5S è stata la posizione sistematicamente negativa di fronte a qualunque iniziativa perché “chifa ruba”, quindi basta “non fare” per evitare il furto.Una volta che la decisione preliminare è di non fare, i motivi le ragioni per non fare si trovano di riffa o di raffa come si dice. Al limite si costruiscono anche strumenti pseudo scientifici e si trovano accademici disponibili (come le analisi costi benefici drogate per esempio, oppure gli articoli pseudoscientifici sui vaccini.) Strumenti che il grande pubblico non è in grado di capire e tantomeno valutare, ma che proposti con la certificazione scientifica fasulla della classe politica demagogica e incompetente, vengono presi per buoni dalla base ignara e procurano molti voti. Una volta squalificata la classe politica PD/DC/FI, che peraltro si era già massacrata da sola, è stata squalificata per estensione tutta la classe dirigente, i giornalisti (pubblicamente qualificati come puttane vendute) e i professori (i “professoroni” metafora per Mario Monti) e in genere la intera categoria della competenza professionale. Si comprano i loro professori e pensano per analogia che tutti i professori siano disponibili. Dei “manager” è meglio non parlare come degli economisti e dei banchieri. Si salvano solo quelli che si sono adeguati e cantano la canzone della demagogia più sfrenata.

Nel deserto di competenze, distrutte tutte le credibilità è evidente che il campo resta in mano alla cialtroneria più sfrenata che può affermare tutto e il contrario di tutto senza timore di essere smentita o verificata. Non c’è campo professionale o di impresa dove questo scempio non si sia verificato. Per obbiettività bisogna anche dire che avevano già provveduto a consolidare il disastro italiano 50 anni di corruzione, mafia, clientele, l’istituto universitario devastato dalle conseguenze del ’68.
In questo quadro cercare responsabilità specifiche è difficile, ma una categoria generale può essere la seria lacuna di vero confronto dialettico fra centro destra e centro sinistra che ha caratterizzato mezzo secolo abbondante di Repubblica Italiana. Per una serie di motivi radicati nelle vicende che hanno caratterizzato la fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia (fuori dall’ambiguità: la resistenza bacata dalla guerra civile), la sinistra in Italia ha sempre goduto di una patente di superiorità culturale, mai veramente guadagnata e mai veramente verificata. La destra, ma specialmente il centro moderato, ha sempre subito questa condizione senza riuscire a sfidarla, soffrendo di un complesso di inferiorità che ancora oggi è bene espresso, non per caso, dalle manifestazioni di patetico e vuoto revanscismo fascista, il resto non esiste.
Il pensiero liberale della grande tradizione italiana è rimasto in silenzio, vuoi per sua colpa o per il pesante contrasto di una sinistra arrogante, di potere, appiattita sul marxismo per mezzo secolo e incapace di uscire da quella obsoleta minestra. Karl Popper e tutta la critica liberal-socialista sovranamente ignorata. I compagni del PCI avevano la “verità in tasca” o perlomeno si comportavano come se l’avessero e nessuno “andava a vedere”. Con quella “verità” il grande Partito è rimasto al palo per 50 anni e quando ha cercato di uscire dalla soffocante poltiglia si è bruciato: abituato al privilegio garantito, il mondo reale lo ha disfatto, nel senso dell’etimo. Le ultime tormentate vicende del PD post 4 marzo 2018 dimostrano che della crisi del PD non si è ancora vista la fine. Con i migliori auguri a Zingaretti.
Insieme al PD e alla DC il degrado della cultura italiana è stato imposto dalla scuola elementare, media e dai licei, e dalle Università, dalla TV e da gran parte della stampa: un marasma complessivo non voluto, autogeno, che di fatto ha addormentato i cervelli, distratto, azzerato la critica, sottomesso culturalmente e ideologicamente il Paese. Davamo per scontata e normale la corruzione, le tangenti, la Fiat, l’IRI, l’Isveimer, l’ENI, le BR, gli americani, la Russia…whatever. Tutto normale: the Italian way.
Marasma non voluto, autogeno, ma sicuramente con la firma della soi disantimmobile sinistra italiana al governo e con il pesante assist di Forza Italia e della colpevole inesistenza dell’opposizione liberal-socialista.

Su questo devastato paesaggio ha preso campo il vuoto demagogico dei 5S denunciandolo per mezzo delle comparsate di Beppe Grillo: la denuncia era giusta e convincente e ha avuto successo. Ma l’equazione denuncia = competenza è un falso letale, e con quel falso il M5S è andato al governo con la spuria coalizione con la destra di Salvini.

Questa sintetica ricostruzione può servire come base per raccontare la storia e rispondere alla domanda iniziale. Il governo che ci ritroviamo è una collegiale responsabilità del “sonno della ragione” della intera società italiana negli ultimi 20-30 anni e Dimaio è il mostro che ne è stato generato.

(lorenzo matteoli)

 

 

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I migranti: una opportunità non un problema

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I migranti vanno accolti, sfamati, assistiti, educati, istruiti, informati. Gli va data una collocazione sociale, lavoro, dignità. Devono utilizzare i servizi sociali e pagare le tasse. Devono imparare l’italiano, devono rispettare le nostre leggi e le nostre tradizioni. Se cosi si facesse molto probabilmente uscirebbero dal tunnel medievale coranico nel quale si trovano per necessaria conseguenza della loro situazione e congiuntura storica.

Abbiamo vissuto per secoli in Europa il cristianesimo fondamentalista dei roghi e dei massacri: dovremmo sapere.

È incredibile che il governo italiano di fronte all’evidenza della crisi demografica italiana in corso, non si renda conto che l’arrivo dei migranti è una opportunità non un problema.

È incredibile constatare come la stupidità gretta, razzista e la modestia culturale dei nostri governi sia riuscita a trasformare una positiva opportunità in una emergenza critica.

L’Italia ha lo spazio, gli strumenti e le strutture per implementare una politica di accoglienza e integrazione per sfruttare in positivo l’opportunità che l’esodo dall’Africa e dalle guerre medio-orientali rappresenta.

Sul lungo termine, con l’Europa, bisogna investire nei paesi di origine dei migranti, lo sta facendo la Cina che, nella sua visione strategica cino-centrica, opera in modo corretto in Africa, facendo anche i suoi interessi.

In un mondo più eguale le dinamiche caotiche di riequilibrio che oggi sono emergenza corrente verranno ricondotte alla normalità.

Il governo invece di provocare antagonismo e odio dovrebbe spiegare alla gente perché l’arrivo dei migranti è opportunità e non problema.

Ma ci vorrebbero intelligenza e cultura e abbiamo invece cretinismo e ignorante arroganza.

(lorenzo matteoli)

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La battaglia infinita

 

never again

 

Il numero dei cretini, fanatici, arroganti, presuntuosi, deboli di mente, razzisti, suprematisti bianchi, gialli o neri, islamici o islamofobi, cristiani o cristianofobi, potenzialmente criminali, eventualmente criminali, sicuramente criminali è invalutabile. La loro collocazione geografica e sociale indefinibile. Come è invalutabile il numero dei soggetti che possono avere interesse a utilizzarli, per le più diverse ragioni.

Per questi ovvi motivi, che non richiedono documentazione né prova, ma solo lo svolgimento di una elementare logica statistica, massacri di innocenti disgraziati delle varie categorie ideologiche, politiche o religiose saranno una connotazione certa dei prossimi venti, trenta e forse più anni a venire. Vittime con l’unico torto di trovarsi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.

Affermare che ogni massacro, uccisione, attentato è radicato e motivato da precedenti massacri di segno antagonista, è una banale constatazione dalla marca politica, ideologica o religiosa irrilevante.

Affermare che il massacro di 50 musulmani da parte del cretino assassino fanatico, razzista islamofobo, suprematista bianco, fascista, di turno è una conseguenza del risentimento contro i migranti islamici del cretino in oggetto e del suo ambiente sociale è la banale constatazione di una oggettiva realtà.

Come affermare che il massacro di 130 frequentatori di una discoteca di Parigi da parte di un gruppo di fanatici esaltati jihâdi è la conseguenza del risentimento dell’estremismo fanatico islamico nei confronti del presunto o vero prepotere dei francesi a Parigi è la banale constatazione di una oggettiva realtà.

Che il Corano contenga l’istituzione della guerra di religione registra solo uno sfasamento temporale: il cristianesimo e i suoi rappresentanti qualche secolo fa predicavano le crociate come missione dei fedeli.

Reagire scandalizzati, offesi o indignati dall’una o dall’altra affermazione dopo un massacro di un segno o dell’altro è come scandalizzarsi per il fatto che l’acqua bollente scotta.

Ci saranno massacri e ammazzamenti dei vari segni di cretinismo criminale fanatico per i prossimi venti o trenta anni. Perchè ci saranno cretini criminali fanatici dei vari segni per i prossimi venti o trenta anni. Ogni ammazzamento, o massacro sarà conseguenza logica, diretta o indiretta, dichiarata o meno, di precedenti massacri di segno fanatico opposto.

Denunciare l’affermazione sopra svolta come qualunquista è banale: la realtà è per definizione qualunque. L’impegno dell’intelligenza è sconfiggere la stupidità. Missione impossibile, ma doverosa. Il categorico kantiano fondamentale. Questo pensierino è il mio contributo di oggi.

Non ho nessuna remora né pudore nel qualificarmi come intelligente, non lo sarei se non lo facessi.

(lorenzo matteoli)

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La “via della seta”: il pasticcio dei boy scout.

 

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Le vie della seta (mappa tratta da Wikipedia)

 

“La Silk Road Economic Belt and the Twentyfirst Century Maritime Silk “Road(in Cinese 丝绸之路经济带和21世纪海上丝绸之路)è una complessa strategia “di sviluppo e di espansione commerciale adottata dal Governo Cinese, “comporta sviluppi infrastrutturali e investimenti in 152 paesi e con “organizzazioni internazionali in Europa, Asia, Medio Oriente, America Latina “e Africa (significativa la mancanza dell’India). Il Presidente Xi Jinping “annunciò l’iniziativa nel 2013 durante le due visite in Indonesia e in “Kazakistan.
“Secondo il Governo Cinese ”è una proposta per promuovere la connettività a “livello regionale e per la definizione di un futuro migliore”. Secondo altrii “osservatori si tratta di una iniziativa per “promuovere il dominio Cinese nel “business globale con una rete commerciale incentrata sulla Cina”.
(traduzione da Wikipedia).

Si tratta forse dell’unico esempio attuale di visione strategica planetaria di lungo termine politicamente dichiarata, espressa in termini geopolitici, dotata di una evidente traccia economica, finanziaria, commerciale e tecnica. Uno degli elementi base per la visione del mondo impostata su tempi emi-secolari e forse secolari. Allo stato attuale né l’Europa, né gli Stati Uniti hanno elaborato una visione strategica di questa portata, istituzionalmente approvata e sistematicamente implementata. E’ ovvio che l’iniziativa non piaccia per nulla agli americani e che l’Europa la consideri con attenzione, rispetto e molta cautela.

L’enorme capacità produttiva della macchina manifatturiera cinese proiettata nel futuro di breve medio termine ha:

A. ineludibile necessità di risorse primarie a monte
B. e altrettanto ineludibile necessità di mercati a valle.

Le due necessità dominano la strategia politica della Repubblica Democratica Popolare Cinese, strategia che si riscontra nella complessa iniziativa della “Via della Seta“.
La strumentazione politica della strategia Cinese è una azione geopolitica  complessa, coordinata basata su accordi, trattati, investimenti, scambi commerciali, scambi finanziari, scambi culturali.
La Cina offre investimenti infrastrutturali, finanziamenti per grandi opere, appoggio politico, spazio nel suo mercato interno per beni, servizi, tecnologie. Chiede di partecipare nei CdA delle aziende nelle quali investe, chiede spazi per i suoi contractor nei grandi lavori pubblici infrastrutturali.
Attraverso la presenza e la partecipazione imprenditoriale il grande gioco della Via della Seta  tende ad assicurare alla Cina uno spazio “politico” nei paesi con i quali si propone di collaborare.
Da questa breve premessa si comprendono due caratteristiche fondamentali della proposta cinese e un corollario:

  1. Non è un a proposta che un paese come l’Italia con poche risorse primarie, enorme indebitamento e una massiccia necessità di esportare beni e servizi si possa permettere di ignorare.
  2. Qualunque modalità di partecipazione alla proposta Cinese da parte dell’Italia richiede competenza, autorevolezza negoziale, visione strategica congruente, rigore operativo, attenzione agli interessi nazionali (industrie, occupazione, territorio, finanza), rispetto procedurale per gli alleati e per i paesi membri con l’Italia di organizzazioni internazionali.
    Corollario: Nulla di tutto questo ha caratterizzato l’operato del nostro Governo nella vicenda.

Particolarmente difficile per l’Italia il percorso diplomatico attraverso i trattati e le norme della Unione Europea e attraverso le convenzioni scritte e non scritte che connotano la politica estera dell’Italia nel concerto della geopolitica detta “occidentale”.

Esplosive le implicazioni di un eventuale acquisto da parte cinese di quote del debito pubblico italiano, ipotesi che è stata adombrata nel corso dei colloqui e dei documenti preliminari ufficiali e ufficiosi che hanno portato alla redazione della prima versione del Memorandum of Understanding.

Non è un caso che sul solo sospetto della eventualità sia scattata la reazione di interdizione degli Stati Uniti.  L’America conosce bene le implicazioni di una forte quota finanziaria del debito pubblico nelle mani del Governo Cinese proprio perché gli Stati Uniti si trovano in quella condizione da anni. La Cina infatti detiene un enorme e imprecisato volume di Bonds del Tesoro Americano: la messa in vendita di grosse quantità di quei titoli può spingere l’economia Americana alla bancarotta essendo impossibile l’acquisto dei Bonds da parte delle banche USA per coprire la massiccia offerta cinese. La stampa delle migliaia di miliardi di dollari necessari da parte della Banca Federale provocherebbe una svalutazione catastrofica della valuta americana sui mercati.

Anche l’Unione Europea ha inviato note severe al Governo Italiano sui contenuti del MoU Italo Cinese, ricordando la competenza dell’Unione sugli accordi interazionali dei paesi membri.

Sia l’intervento degli Stati Uniti che quello dell’Unione Europea (e molto probabilmente di comunicazioni della Banca Centrale Europea di Francoforte) fanno sospettare che il Governo Italiano si sia mosso senza contattare, in via diplomatica preliminare, né gli Stati Uniti né l’Europa, secondo la prassi fra paesi alleati e associati in trattati e accordi internazionali.

Xi Jinping, Presidente della Repubblica Democratica Popolare Cinese, verrà in Italia per firmare il Memorandumil 22 e il 23 di Marzo.
Il documento dopo le bacchettate ricevute è oggetto di profonda revisione con importanti, radicali modifiche degli impegni a suo tempo assunti. La reazione Cinese sarà educata e umiliante.

La vicenda emblematica della incompetenza, leggerezza e arroganza del nostro governo ha valso all’Italia la qualifica di “paese inaffidabile” (unreliable) e non ce ne era proprio bisogno.

(lorenzo matteoli)

 

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