La lenta tempesta perfetta.

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Tre tendenze: crisi Ambientale, crisi Migrazioni, crisi del capitalismo

Stiamo vivendo la vigilia di una transizione epocale e varrebbe la pena studiarne bene i percorsi futuri plausibili a breve, medio e lungo termine per poter “governare”, nei limiti del possibile, la sequenza sconvolgente che è in pratica già iniziata.
Sarà un lento uragano il cui “picco” si svolgerà in venti-trenta anni, alla sua fine, tra 80-100 anni il mondo sarà radicalmente cambiato.
O in molto peggio per alcuni.
O in molto meglio per altri.
Le tre tendenze, già chiaramente in atto, che scateneranno “the perfect storm”, sono:

  1. Le migrazioni provocate da guerre e da crisi climatica.
  2. La crisi del capitalismo e l’avvento di un capitalismo decente (o meno)
  3. La crisi ambientale

Sono evidenti le relazioni di feed-back e feed-forward che intercorrono fra le tre tendenze. Qualche regione/paese del Pianeta, sarà travolto e annullato, qualche regione/paese se la caverà più o meno bene. Qualche paese ne sarà enormemente avvantaggiato.

Lorenzo Matteoli

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L’errore mondiale sui migranti.

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Campi di stupro, ricatto, sevizie, tortura e orrore: siamo tutti responsabili

Da molto tempo lo denuncio, ma conviene ribadire il concetto e rincalzare con qualche ulteriore riflessione. Non solo l’Italia, la Francia, la Spagna e la Grecia sono vittime di una enorme equivoco. L’Europa e le Nazioni Unite sembrano non vedere non già la modesta mucca nel salotto, ma  l’Oceano Atlantico nel bidè, il Monte Bianco nel gabinetto… Il fenomeno dei migranti non è un fenomeno da affrontare in termini congiunturali con la cultura di un esperto in derattizzazione come sembra che oramai da anni si stia facendo. Salvini docet.

Non è fancendoli affogare a migliaia nel Canale di Siicilia, né sparando ai barconi, ai barchini o alle navi delle ONG… Né facendoli morire a centinai di migliaia nei campi di stupro e tortura in Turchia, Libia, Grecia.

Asssitiamo a un genocidio per tortura dei peggiori registrati nella storia del Pianeta e …blocchiamo l’ingresso delle navi delle ONG nelle acque territoriali. Siamo chiaramente complici di un delitto orribile. Il fenomeno è “epocale” durerà salvo complicazioni qualche generazione (75-100 anni).

Ci vuole una visione consistente con questa dimensione un progetto che gestisca l’emergenza  e il breve termine inquadrandoli nella dimensione emisecolare. Investimenti di dimensione dei Tera milioni di Euro lanciati su 10, 20, 40, 80 anni in Africa, paesi del Mediterraneo Europa.

Quella che ci aspetta è una sfida planetaria per i prossimi 80 anni o si cambia l’Africa o la tragedia sarà immane.

Intanto Erdogan dovrebbe essere processato come criminale di guerra all’Aia, i campi turchi, libici, greci e ovunque siano dovrebbero essere presi in carico dalle Nazioni Unite, costruiti in modo decente, amministrati e attrezzati di scuole, sanità e polizia, guardati da truppe internazionali e non da stupratori libici. La permanenza in quei campi non dovrebbe essere superiore ai 30 giorni.

Chi discute solo di accogliere o non accogliere oggi non si rende conto della dimensione del problema:  vanno accolti e ci vuole un progetto a livello Planetario consistente con il problema con una visione di 80 anni a venire.

Lorenzo Matteoli

 

 

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Perché hai mentito su Savoini?

 

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I balconi parlano  e sono più chiari dei “sondaggi”

Anche Giletti ieri sera ha chiesto a Salvini perché non va in Parlamento a spiegare il pasticcetto Russo. Domanda cretina che gli hanno già fatto in tanti (Gruber) alla quale lui tutto goduto risponde sguazzando furbescamente …”non ho preso un rublo, non ho preso un rublo…” che non è la riposta alla domanda e che comunque non interessa perché non li ha presi i rubli (???) ma il suo uomo  Savoini li ha sicuramente chiesti….poi hanno pasticciato e fra di loro  (o fra i russi) ce ne era uno venduto, per cuii l’affare è andato buco e i rubli chiesti non li hanno presi. Coglioneria non onestà.

La domanda da fare è: Perché hai mentito su Savoini? e da ripetere
Perché hai mentito su Savoini? Perché hai mentito su Savoini? Perché hai mentito su Savoini?

Quando all’inizio negò di conoscere Savoini Salvini ha in pratica confessato e denunciato il complice o emissario, ma nessuno sembra ricordare  questo importante dettaglio.

Ora io mi chiedo se anche i nostri intelligentissimi tokscioccari (Gruber, Giletti et al.) ci siano o ci facciano…se continuano a fargli domande “di comodo” ovvero cretine.

Oppure se ci sia un accordo preliminare con l’intervistato per cui: quella domanda non va fatta. Perché a quella domanda non saprebbe cosa rispondere e da quel momento in poi l’intervista sarebbe veramente interessante (con domande sempre più precise)  e il furbetto Salvini sguazzerebbe di meno e balbetterebbe di più.

È comunque molto probabile che l’avremo come presidente del consiglio dei ministri al prossimo shakeraggio politico, considerando lo stato attuale della s-coalizione di governo e dei tokscioccari di comodo. Questo apre un interessante problema: la base della Lega (cfr Pontida) è ferocemente “populista”, un movimento incentrato sulla rivendicazione sociale di classe dura, quindi sostanzialmente “di sinistra” senza andare molto per il sottile.
Salvini è invece, senza ombra di dubbio, di destra, e anche di destra pesante.
Cosa succederà quando la base populista di incazzati di sinistra si accorgerà che gli amici di Salvini non sono i suoi amici? Sempre incazzati ma diversi. E che Salvini facendo finta di essere di sinistra gli ha venduto un pacchetto “Casa Pound”?

Lorenzo Matteoli

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Esserci o farci

Salvini e la gnoccaCi fa o c’è? decisamente c’è

 

Quando di una persona in Toscana si dice che non si sa “se c’è o se ci fa” vuol dire che non si capisce se sia veramente cretino e se faccia finta di esserlo…per furbizia, vigliaccheria o  per vera crassa lacuna culturale o di cervello. Salvini è un bell’esempio di personaggio di questo tipo perché sono talmente marchiane certe sue finzioni, furbizie, vere frane culturali o solida debolezza mentale da provocare l’onesta domanda “se ci sia o se ci faccia”.
Lascerei a lui o ai suoi segretari di dirimere il dubbio: cosa preferiscono.
Farò di nuovo alcuni esempi per chiarire il concettino.

Esempio numero 1: Savoini? Mai conosciuto!”
Quando lo dice, con provocatoria, sicumera, crede veramente che non sia possibile smentirlo con centinaia di foto dichiarazioni, registrazioni, testimonianze?
Impossibile che non lo sappia, impossibile che non ricordi. Quindi sa e ricorda.
Ci si chiede quindi perché la puerile bugia.
Salvini non risponderà mai a questa domanda che peraltro nessuno gli fa. E sarebbe interessante sapere perché i nostri intelligentissimi giornalisti e conduttori di Talk shows (Gruber, Giletti ad esempio) la domanda semplice, semplice non gliela fanno e lo lasciano sguazzare impunito (l‘ho detto mille volte non ho preso un rublo…non è quello il problema! perché hai mentito  su Savoini? perché hai mentito  su Savoini? perché hai mentito  su Savoini? perché hai mentito  su Savoini?) Anche loro: ci sono o ci fanno?
Ma non c’è bisogno della sua risposta esplicita: la sua non risposta è già una chiara indicazione: Savoini è il “suo” uomo al tavolo con i mercanti russi, le cose che Savoini dice ai mercanti sono il pensiero e il mandato ufficioso di Salvini: uscita dall’Europa, uscita dall’euro, adesione al blocco di Visegrad e alla Russia di Putin. Quelle sono le cose gravissime e importanti, non i rubli che non ha preso (ma ha chiesto).

Questo è il programma di Salvini, quello che non può dichiarare, che non ha il coraggio di dichiarare perché a quel traguardo vuole arrivare in modo sicuro e senza responsabilità: comportandosi in modo che a quel traguardo risulti come spinto, obbligato da comportamenti altrui che lui si riserva di provocare in modo capzioso.

Esempio numero 2: “Non ho mai detto che voglio uscire dall’Europa, o che voglio uscire dall’Euro.”
Lui non lo avrà mai detto (in pubblico, certamente lo dice in privato) ma i suoi due consiglieri economici Bagnai e Borghi lo dicono, scrivono ripetutamente e pubblicamente, e Salvini non li ha mai smentiti.
Quindi o Bagnai e Borghi non sono consiglieri di Salvini, non rappresentano la linea della Lega e parlano a vanvera, oppure c’è una pavimentale contraddizione tra quello che dicono loro e quello che dice Salvini. Ma c’è coerenza fra quello che Salvini fa e quello che dicono i suoi consiglieri economici. Salvini insiste in provocazioni pesanti nei confronti dell’Europa e dei suoi vertici, supporta l’idea dei Minibot: un chiarissimo strumento di sovversione contro la moneta unica europea, proposte economiche di bilancio di voluta rottura nei confronti delle regole Europee e dell’Euro. Domanda: “Ci fa o c’è?”…è stupido o imbroglia?

Esempio numero 3: “Non ho preso un rublo.”
Ha incaricato il suo uomo di proporre ai mercanti russi l’ipotesi che la Lega cambi la politica europea nei confronti della Russia di Putin! Nessuno gli chiede conto dei rubli che non ha chiesto (peraltro richiesti dal suo uomo a tutt’oggi non smentito né ricusato) nell’Italia che si è già dimenticata di 49 milioni di euro spariti sotto i suoi occhi di segretario della Lega chi vuoi che si preoccupi di uno o due rubli, o di seimilioni e mezzo di dollari.
Ma della sua iniziativa personale di cambiare la collocazione dell’Italia nel Pianeta geopolitico mandando in avanscoperta un mediatore di tangenti a vendere l’Italia per 6.5 milioni di dollari è giusto chiedergli conto! Salvini non sembra capire la gravità di aver mandato un mezzano di denaro sporco a trattare messaggi di importanza immane per l’Italia. Messaggi che valgono qualche migliaio di miliardi di Euro e qualche decennio di sudditanza alle strategie mondiali di Vladimir Vladimirovic Putin per dirla in soldoni. Alla faccia dell’Italia sovrana.
E la butta in caciara. Di nuovo ci si chiede se “Ci fa o se c’è”.
La mia personale risposta alla domanda è che Salvini NON CI FA. Salvini c’è. Proprio non ci sta di mente.
Tutta l’azione politica di Salvini è improntata a questa distanza fra la complessità del mondo reale per lui inesistente o inafferrabile e gli schemi semplificati che lui è in grado di comprendere. Può sembrare disonesto, ma è onesto e solo banalmente ignorante. Purtroppo, il suo popolo apprezza le sue semplificazioni e come lui ignora o non è in grado di comprendere la complessità.

Lui  offende il rosario, si affida al Sacro Cuore della Madonna Vergine, abbraccia i bambini sbagliati, costringe a lasciare affogare i naufraghi, vuole “i pieni poteri”.
Dice: “Son fatto così, che ci volete fare?” come se questo fosse una giustificazione sufficiente e non una penosa ammissione di incompetenza.
Di qui la sua pericolosità.

Di fronte a lui una coalizione di:

  1. di improbabili urlatori di slogan come se bastasse urlare slogan per risolvere problemi No questo, No quello, No quest’altro guidati da un bambolo qualunquista aideologico né destro né sinistro che cambia idea ogni tre giorni che ogni volta che parla costa al Paese decine di milioni (o miliardi di Euro), giustamente contestato dalla sua base che oramai lo malsopporta;
  2. con un PD polverizzato in piccoli ego sinistrato da stanchezza concettuale ventennale, sterilizzato da una parte dalla paura di non sembrare di sinistra e dall’altra dalla paura di sembrare di destra;
  3. da un nuovo partito di Renzi che cerca spazio in tutte le possibili direzioni di antagonismo congiunturale.

Se le cose vanno avanti cosi  sarà difficile impedire a Salvini di sgovernare l’Italia per venti anni.
È forte la sensazione che debba succedere qualcosa: si chiama wishful thinking.

Lorenzo Matteoli

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Per confrontarsi con Salvini senza scendere al suo livello

Screenshot 2019-08-10 at 15.52.08la dimension e del travestito da poliziotto

Salvini è un abile manipolatore dialettico, bugiardo e falsificatore, e confrontarsi con lui con i normali strumenti della logica è un sicuro modo di perdere, di fargli fare una bella figura e talvolta di farsi ridicolizzare e travolgere. Come è successo ieri sera a Lilli Gruber e anche a Massimo Franco che, per quanto attento e prudente, non è sfuggito alla trappola. Farò alcuni esempi per illustrare il punto.

Gruber: “Le sembra che un ministro in costume da bagno e a torso nudo…”
Salvini: “Ero su una spiaggia, si può andare in costume da bagno su una spiaggia? Lei come va in spiaggia?” “Le assicuro che andrò sempre in spiaggia in costume, l’anno prossimo andrò al Papeete con mio figlio in spiaggia, in costume.”

Risultato: Salvini 1 Gruber 0.

Gruber: “Sul Russiagate perché non va in Parlamento a spiegare….”
Salvini: “Non c’è niente da spiegare, non ho preso un rublo, non ho chiesto un rublo, l’ho detto un sacco di volte, perché lo devo dire in Parlamento? Anche i magistrati hanno detto che non intendono sentire Salvini…e allora?”

Risultato: Salvini 2, Gruber 0.

Gruber: “Sul problema dei migranti….
Salvini: (interrompendo) “Certo con i porti aperti, l’accesso alle coste aperto i migranti sono raddoppiati, era ovvio… le navi delle ONG vanno e vengono…”

Risultato: Salvini 3, Gruber 0.

Di esempi ce ne sarebbero altri mille sempre con la stessa grammatica: domanda specifica di Gruber e risposta ANCORA più specifica, minimale, di Salvini.
Cosa evita sempre Salvini per abilità o per suo tragico limite culturale?
La dimensione e il livello politico dei problemi. Questo gli manca.

Non è il costume da bagno sulla spiaggia il problema: è l’insulto al Parlamento, e la dichiarazione  datemi i pieni poteri, è lo sculettamento davanti alla cubista  che balla l’Inno di Mameli, è l’apertura di una crisi di governo dichiarata ballando  con un mojito in mano. L’assoluta irresponsabilità e disprezzo per la dimensione istituzionale (alzate il culo) che offende. Dimensione che al Salvini manca totalmente: non si rende nemmeno conto di quando un comportamento è vergognoso e offensivo. È l’assenza voluta e sistematica dalle riunioni europee dei ministri degli interni, sono gli insulti a Karola Rakete, le bugie marchiane, sistematiche continue su fatti e cose.

Non basta dire “sono fatto così”: quando l’esser fatto così provoca problemi di isolamento sul piano internazionale, di crollo della fiducia dei mercati, ci sono precise enormi responsabilità politiche che costano milioni di euro delle quali rendere conto, senza furbizie da guitto.

Sulla incresciosa vicenda del Metropol/Russia/Savoini non c’entra nulla che abbia o non abbia preso uno o due rubli, per uno che se ne fotte di spiegare come sono spariti 49 milioni di Euro, due rubli o 6 milioni di rubli di mancia da Putin sono irrilevanti è l’incredibile realtà  che un mediatore di tangenti amico del bar sport di Salvini vada a discutere e a mettere a disposizione la politica estera italiana con sconosciuti mediatori di mazzette amici di Putin. È la sovversione della politica estera italiana, delle alleanze Europee e atlantiche, fatta  su oscuro mandato del Salvini da un faccendiere sconosciuto, sono le bugie di un Ministro (Savoini? Mai conosciuto!) delle quali deve dar conto in Parlamento e avrebbe avuto molte difficoltà che ha goffamente evitate non andando. Per paura, irresponsabilità, incoscienza disprezzo delle istituzioni…comportamento gaglioffo e di imperdonabile, miseria culturale, lasciando perdere l’etica… Questo bisognava rispondere rifiutando seccamente la dimensione da bottegaio dell’ex ministro del “non ho preso nemmeno un rublo”.

Sui migranti: gli arrivi dei barchini variano di giorno in giorno, basta prendere tre giornate di mare calmo e gli arrivi triplicano.
Ma non è questo il problema: il fenomeno della fuga dall’Africa, dalle guerre, dalla fame è un fenomeno epocale che durerà per i prossimi 40-50 anni e forse più (se affrontato alla Salvini per sempre). Non è affogandone diecimila  disgraziati nel Canale di Sicilia che si risolve il problema, non è mettendone 20 mila nei campi di concentramento e stupro libici, turchi o africani. Non è sparando sui barchini, ammazzando e stuprando migliaia di donne e bambini che si ferma la fuga epocale.
La dimensione del problema non è quella. Un problema mondiale deve essere affrontato chiamando la responsabilità del mondo e non è facendo il boia del microcosmo italiano che puoi farlo. Ma Salvini non va alle riunioni della UE: ha paura, si vergogna, non parla né capisce l’inglese. Non esiste. Né palle , né cervello.
Bisogna chiamare la responsabilità dell’Europa e del mondo intero, l’ONU, bisogna intervenire in Africa con progetti di investimento plurigenerazionali, bisogna mettere in essere una struttura di accoglienza, formazione, ricollocamento lanciati sui prossimi 50/80 anni. Non lasciarlo fare solo ai cinesi. La dimensione etica, culturale e politica per questa azione non la si guadagna facendo il killer del Canale di Sicilia, il bullo di Lampedusa, e disertando le sedi internazionali competenti di confronto e dibattito.

Con quelle qualifiche si guadagna solo il disprezzo del mondo non la credibilità non l’autorevolezza necessarie per sedersi a un tavolo internazionale di progetto e proposta.  Per questo non andava alle riunioni: conosceva la modestia della sua competenza di fronte al problema, ma non aveva (e non ha) né il cervello né le palle per affrontare il problema sui tavoli internazionali e la demagogia razzista schifosa rende molti più voti.
Sul suo vuoto va contestato il killer di Lampedusa non sul numero di 100, 200, o 1000 migranti, sui barchini o sulle navi delle ONG, ma sul numero di 20 o 30 milioni di abitanti in meno che avrà l’Italia del 2050, quando non ci saranno più mani per far funzionare il Paese (nere, bianche o gialle), e sul numero ineludibile e già scontato delle centinaia di milioni di persone in fuga nei prossimi 50 anni. Certo meglio e più facile raccattare voti eccitando l’incazzatura razzista dei lumpen italiani piuttosto che affrontare i problemi reali per i quali il ministro non ha né cervello, né palle.

Ma se gli chiedete dei migranti anche a voi manca qualcosa.

Lorenzo Matteoli

 

 

 

 

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Il ballo degli zanzoni

UN bell’articolo di Alessandro Montani:

L’ambientalismo non è roba da fighetti, ma il mito della coerenza è uno sporco ricatto (Global Strike for Future/4)

Da leggere.

LM

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L’esercito del denaro dietro il “green movement”

 

Intro di Lorenzo Matteoli

Andrea Ketoff mi segnala questo interessante articolo, da leggere:

Non siamo ingenui, dove il denaro iperfinanziario annusa guadagno e potenzialità  là si butta e manovra. Da questo articolo si ha una buona idea di cosa può scatenare un movimento di opinione come quello che si sta scatenando intorno al  movimento Save the Planet. Quanto sarà sola speculazione e quanto potrà diventare investimento efficace lo sapremo forse presto forse mai. Ma questo non deve scoraggiare: dietro o davanti ad ogni iniziativa capace di muovere milioni di persone ci sarà sempre la speculazione mala o buona che sia. La transizione al Pianeta Pulito ci sarà comunque nei tempi e nei modi che il sapere e la conoscenza consentono con o senza i miliardari “temporibus acti” . Qualcuno ci sarà qualcuno no, se porteranno miliardi per finanziare la transizione  io spero che servano e che possano premiare l’investimento . (LM)

Ecco l’articolo:

September 27, 2019 Pam Barker FINANCIALTyrannyWORLD 0

Climate and the Money Trail

  1. WILLIAM ENGDAHL

Climate. Now who wudda thought. The very mega-corporations and mega-billionaires behind the globalization of the world economy over recent decades, whose pursuit of shareholder value and cost reduction have wreaked so much damage to our environment both in the industrial world and in the under-developed economies of Africa, Asia, Latin America, are the leading backers of the “grassroots” decarbonization movement from Sweden to Germany to the USA and beyond. 

Is it pangs of guilty conscience, or could it be a deeper agenda of the financialization of the very air we breathe and more?

Whatever one may believe about the dangers of CO2 and risks of global warming creating a global catastrophe of 1.5 to 2 degrees Celsius average temperature rise in the next roughly 12 years, it is worth noting who is promoting the current flood of propaganda and climate activism.

Green Finance

Several years before Al Gore and others decided to use a young Swedish school girl to be the poster child for climate action urgency, or in the USA the call of Alexandria Ocasio-Cortez for a complete reorganization of the economy around a Green New Deal, the giants of finance began devising schemes for steering hundreds of billions of future funds to investments in often worthless “climate” companies.

In 2013 after years of careful preparation, a Swedish real estate company, Vasakronan, issued the first corporate “Green Bond.” They were followed by others including Apple, SNCF and the major French bank Credit Agricole. In November 2013 Elon Musk’s problem-riddled Tesla Energy issued the first solar asset-backed security. Today according to something called the Climate Bonds Initiative, more than $500 billion in such Green Bonds are outstanding. The creators of the bond idea state their aim is to win over a major share of the $45 trillion of assets under management globally which have made nominal commitment to invest in “climate friendly” projects.

Bonnie Prince Charles, future UK Monarch, along with the Bank of England and City of London finance have promoted “green financial instruments,” led by Green Bonds, to redirect pension plans and mutual funds towards green projects. A key player in the linking of world financial institutions with the Green Agenda is outgoing Bank of England head Mark Carney. In December 2015, the Bank for International Settlements’ Financial Stability Board (FSB), chaired then by Carney, created the Task Force on Climate-related Financial Disclosure (TCFD), to advise “investors, lenders and insurance about climate related risks.” That was certainly a bizarre focus for world central bankers.

In 2016 the TCFD along with the City of London Corporation and the UK Government initiated the Green Finance Initiative, aiming to channel trillions of dollars to “green” investments. The central bankers of the FSB nominated 31 people to form the TCFD. Chaired by billionaire Michael Bloomberg of the financial wire, it includes key people from JP MorganChase; from BlackRock–one of the world’s biggest asset managers with almost $7 trillion; Barclays Bank; HSBC, the London-Hong Kong bank repeatedly fined for laundering drug and other black funds; Swiss Re, the world’s second largest reinsurance; China’s ICBC bank; Tata Steel, ENI oil, Dow Chemical, mining giant BHP Billington and David Blood of Al Gore’s Generation Investment LLC. In effect it seems the foxes are writing the rules for the new Green Hen House.

Bank of England’s Carney was also a key actor in efforts to make the City of London into the financial center of global Green Finance. The outgoing UK Chancellor of the Exchequer, Philip Hammond, in July 2019 released a White Paper, “Green Finance Strategy: Transforming Finance for a Greener Future.” The paper states, “One of the most influential initiatives to emerge is the Financial Stability Board’s private sector Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), supported by Mark Carney and chaired by Michael Bloomberg. This has been endorsed by institutions representing $118 trillion of assets globally.” There seems to be a plan here. The plan is the financialization of the entire world economy using fear of an end of world scenario to reach arbitrary aims such as “net-zero greenhouse gas emissions.”

Goldman Sachs Key Actor 

The omnipresent Wall Street bank, Goldman Sachs, which spawned among others ECB outgoing President Mario Draghi and Bank of England head Carney, has just unveiled thefirst global index of top-ranking environmental stocks, done along with the London-based CDP, formerly the Carbon Disclosure Project. The CDP, notably, is financed by investors such as HSBC, JPMorgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch, Goldman Sachs, American International Group, and State Street Corp.

The new index, called CDP Environment EW and CDP Eurozone EW, aims to lure investment funds, state pension systems such as the CalPERS (the California Public Employees’ Retirement System) and CalSTRS (the California State Teachers’ Retirement System) with a combined $600+ billion in assets, to invest in their carefully chosen targets. Top rated companies in the index include Alphabet, which owns Google, Microsoft, ING Group, Diageo, Philips, Danone and, conveniently, Goldman Sachs.

Enter Greta, AOC and Co. 

At this point, events take on a cynical turn as we are confronted with wildly popular, heavily promoted climate activists such as Sweden’s Greta Thunberg or New York’s 29-year-old Alexandria Ocasio-Cortez and the Green New Deal. However sincere these activists may be, there is a well-oiled financial machine behind promoting them for gain. 

Greta Thunberg is part of a well-connected network tied to the organization of Al Gore,who is being cynically and professionally marketed and used by such agencies as the UN, the EU Commission and the financial interests behind the present climate agenda. As Canadian researcher and climate activist Cory Morningstar documents in an excellent series of posts, what is at stake is a well-knit network that is tied to US climate investor and enormously wealthy climate profiteer, Al Gore, chairman of Generation Investment group. 

Gore’s partner, ex-Goldman Sachs official David Blood as noted earlier, is a member of the BIS-created TCFD. Greta Thunberg along with her 17-year-old US climate friend, Jamie Margolin, were both listed as “special youth advisor and trustee” of the Swedish We Don’t Have Time NGO, founded by its CEO Ingmar Rentzhog. Rentzhog is a member of Al Gore’s Climate Reality Organization Leaders, and part of the European Climate Policy Task Force. He was trained in March 2017 by Al Gore in Denver, and again in June 2018, in Berlin. Al Gore’s Climate Reality Project is a partner of We Don’t Have Time.

Congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez (AOC), who made a huge splash in her first days in the US Congress for unveiling a “Green New Deal” to completely reorganize the US economy at a cost of perhaps $100 trillion, is also not without skilled guidance. AOC has openly admitted that she ran for Congress at the urging of a group called Justice Democrats. She told one interviewer, “I wouldn’t be running if it wasn’t for the support of Justice Democrats and Brand New Congress. Umm, in fact it was it was these organizations, it was JD and it was Brand New Congress as well, that both, that asked me to run in the first place. They’re the ones that called me a year and a half ago…” Now, as Congresswoman, AOC’s advisers include Justice Democrats co-founder, Zack Exley. Exley was an Open Society Fellow and got funds from among others the Open Society Foundations and Ford Foundation to create a predecessor to Justice Democrats to recruit select candidates for office.

The Real Agenda is Economic

The links between the world’s largest financial groups, central banks and global corporations to the current push for a radical climate strategy to abandon the fossil fuel economy in favor of a vague, unexplained Green economy, it seems, is less about genuine concern to make our planet a clean and healthy environment to live. Rather it is an agenda intimately tied to the UN Agenda 2030 for “sustainable” economy, and todeveloping literally trillions of dollars in new wealth for the global banks and financial giants who constitute the real powers that be.

In February 2019 following a speech to the EU Commission in Brussels by Greta Thunberg, then-EU Commission President Jean-Claude Juncker, after gallantly kissing Greta’s hand, appeared to be moved to real action. He told Greta and the press that the EU should spend hundreds of billions of euros combating climate change during the next 10 years. Juncker proposed that between 2021 to 2027, “every fourth euro spent within the EU budget go toward action to mitigate climate change.” What the sly Juncker did not say was that the decision had nothing to do with the young Swedish activist’s plea. It had been made in conjunction with the World Bank a full year before in September 26, 2018 at the One Planet Summit, along with the World Bank, Bloomberg Foundations, the World Economic Forum and others. Juncker had cleverly used the media attention given the young Swede to promote his climate agenda.

On October 17, 2018, days following the EU agreement at the One Planet Summit, Juncker’s EU signed a Memorandum of Understanding with Breakthrough Energy-Europe in which member corporations of Breakthrough Energy-Europe will have preferential access to any funding.

The members of Breakthrough Energy include Virgin Air’s Richard Branson, Bill Gates, Alibaba’s Jack Ma, Facebook’s Mark Zuckerberg, HRH Prince Al-waleed bin Talal, Bridgewater Associates’ Ray Dalio; Julian Robertson of hedge fund giant, Tiger Management; David Rubenstein, founder Carlyle Group; George Soros, Chairman Soros Fund Management LLC; Masayoshi Son, founder Softbank, Japan.

Make no mistake. When the most influential multinational corporations, the world’s largest institutional investors including BlackRock and Goldman Sachs, the UN, the World Bank, the Bank of England and other central banks of the BIS line up behind the financing of a so-called green Agenda, call it Green New Deal or whatever, it is time to look behind the surface of public climate activist campaigns to the actual agenda. The picture that emerges is the attempted financial reorganization of the world economy using climate, something the sun and its energy have orders of magnitude more to do with than mankind ever could—to try to convince us ordinary folk to make untold sacrifice to “save our planet.” 

Back in 2010 the head of Working Group 3 of the UN Intergovernmental Panel on Climate Change, Dr Otmar Edenhofer, told an interviewer, “…one must say clearly that we redistribute de facto the world’s wealth by climate policy. One has to free oneself from the illusion that international climate policy is environmental policy. This has almost nothing to do with environmental policy anymore, with problems such as deforestation or the ozone hole.” Since then the economic policy strategy has become far more developed.

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Original article

  1. William Engdahlis strategic risk consultant and lecturer, he holds a degree in politics from Princeton University and is a best-selling author on oil and geopolitics, exclusively for the online magazine “New Eastern Outlook.”He is a frequent contributor to Global Research.

 

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