QUANDO LA PRASSI ARRIVA PRIMA DELLA FILOSOFIA

Leggo il lamento/incazzatura del Professor Massimo Cacciari (La Repubblica 11/01/21) perché Trump viene interdetto dalla divulgazione delle sue calunnie, falsità e criminali follie dai padroni di Twitter e non da “non si capisce bene cosa”… una superiore Autorità Etica? Un illuminato potere politico? Una regola Aurea? Un benevolo Principe? No.  Dal bieco capitalista che fino a ieri lo lasciava avvelenare l’informazione con le sue bugie, la sua arroganza e la sua smania di potere e che finalmente, oggi dopo la vergogna del 6 Gennaio di Washington, ha capito che si è superato il limite della decenza e lo blocca. 

Non per sfizio di “bieco capitalista”, ma perché Trump ha violato una precisa regola di Twitter incitando alla violenza i suoi sostenitori, dopo averli plagiati con calunnie e false informazioni per anni, senza che nessuno intervenisse.

Calunnie e false informazioni sono state tollerate, l’invito alla violenza no.

Questo è il criterio con il quale si tollera la falsificazione per consentire la libertà di espressione. Se ne può discutere. Se ne dovrebbe discutere.

Cacciari si indigna, come spesso gli capita, non perché manca la legge, l’Autorità superiore, il criterio sancito dalle regole ufficiali, come sarebbe giusto indignarsi, ma perché è il “bieco capitalista” che interviene nel vuoto di responsabilità politiche più qualificate.

Manca clamorosamente l’Etica Ufficiale e la sporca prassi del bieco padrone interviene in supplenza.  Orrore! Io dico “meno male”!

Ho l’impressione che Cacciari prenda una bella cantonata.

Da quattro anni Trump imperversa con calunnie, falsificazioni, volgari menzogne, protetto dal fantasma della “libertà di espressione”.  Tutti sono indignati, tutti gridano alla vergogna, ma nessuno interviene. Il JudiciaryUSA così pronto nella condanna dei pompini di Lewinsky è inerte, e non può certo ignorare.

Chi dorme al volante? Chi non controlla? Chi non interviene?  Chi è responsabile?

Ovviamente la “Politica”, il “Governo”, la “Legge”. Ovvero il Popolo Sovrano attraverso i suoi rappresentanti.

Ma i rappresentanti del Popolo Sovrano sono i soggetti democraticamente eletti. Come vengono eletti i rappresentanti del Popolo Sovrano? …tagliando corto vengono eletti dalla gente comune. Chi informa la gente comune? I leader d’opinione.

Proprio quelli come il professor Massimo Cacciari. 

Certo non il prof. Cacciari, sempre presente e rigorosamente indignato nei talk show e nei salotti tv, ma “quelli come lui”,  la classe degli intellettuali, i “chierici” di Julien Benda  (cfr La Trahison des Clercs, 1927,  Julien Benda, 1867-1956).

Il fallimento della cultura che caratterizza il vuoto ideale di questi anni ha precise responsabilità.

Per questo scrivo …quello che vorrei leggere.

lorenzo matteoli

WHEN FACTS HAPPEN BEFORE PHILOSOPHY

I read the lament/anger of Professor Massimo Cacciari (La Repubblica 11/01/21) because Trump is banned from divulging his slanders, falsehoods and criminal follies by the owners of Twitter and not by “nobody knows who” … a superior Ethical Authority? An Enlightened Political Power? A God Given Golden Rule? A Benevolent Prince? No. By the bloody capitalist owner of Twitter who, until yesterday, let him poison the news with his lies, his arrogance and his egomaniacal greed for power, and who finally, today after the shame of January 6th  in Washington, has understood that the limit of decency has been violated and stops the  revolting mess. 

Not for the whim of a “bloody capitalist“, but because Trump violated a specific Twitter rule by inciting his supporters to violence, after plagiarizing them with slander and false information for years, without anyone doing anything about it. 

Slander and fake news were tolerated, inciting to violence was not. 

This is the criterion by which slander is tolerated in the name of freedom of expression. Arguable. 

Cacciari is indignant, as he often is, not because the law, the Higher Authority, the criteria sanctioned by official rules are missing, for which it would be right to be indignant, but because it is the “bloody capitalist” who intervenes, lacking more qualified political responsibilities.

The Official Ethics is vacant and is supplemented by the messy practice of the bloody capitalist. He says “shame”! I say “at last“!I think prof. Massimo Cacciari has lost the plot. For four years Trump has been raging with slander, fake news, vulgar lies, protected by the ghost of “freedom of expression“.

Everyone is indignant; everyone screams in shame, but nobody does anything. The Judiciary USA, so keen to criticise Lewinsky’s blowjobs, is silent. Who is sleeping at the wheel? Who is not checking? Who is absent? Who is responsible? Obviously the “Politics”, the “Government”, the “Law”. That is, the People through their representatives. 

But the representatives of the People are democratically elected. How are they elected? … They are elected by the People. Who informs the People? Opinion leaders –  those like Professor Massimo Cacciari. 

Certainly not prof. Cacciari, always present and rightly indignant on the talk shows and TV salons, but “those like him“, the intellectuals, the “clerics” of Julien Benda (cf. La Trahison des Clercs, 1927, Julien Benda, 1867-1956) . 

The failure of the culture that characterizes the ethical void of these years has very specific responsibilities. This is why I write … what I would like to read.

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DIMMI CON CHI VAI TI DIRO’ CHI SEI

MATTEO SALVINI LEGA

Tace Salvini perché Giorgetti gli ha ficcato un calzino fradicio in bocca, ma le foto rimangono. Anche una modesta intelligenza politica doveva capire che genere di personaggio era Trump. E’ mancata anche quella.

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Il giorno dopo il colpo di stato fallito

Invitati e sobillati da Trump danno l’assalto al Campidoglio

Fallito il colpo, chiaramente organizzato e innescato da Trump con pesanti documentate complicità nella Polizia responsabile della sicurezza del Campidoglio, il giorno dopo si registrano le fughe dei complici, i silenzi dei conniventi, le ambigue dichiarazioni degli ipocriti…tutti in ordine sparso, più o meno scompostamente.

Quattro morti inutili che pagano con la vita la loro ingenuità e la loro ignoranza.

Ma è facile prevedere che di morti ingenui e inutili ce ne saranno ancora, come è stata facile la mia previsionesu questo blog del colpo di stato trumpiano: da tempo esplicitamente annunciato dal suo organizzatore.

L’analisi delle dichiarazioni, dalle più nette, drastiche e chiare a quelle più ambigue, saponose, oscure fino alla connivenza, consente di qualificare e classificare i vari soggetti e regimi.

Giuseppe Conte esce male da questa analisi: condanna santimonioso la violenza, ma non il responsabile organizzatore e fomentatore. Salvini tace, probabilmente grazie al feroce bavaglio che gli ha imposto Giorgetti.

Merkel, Macron e lo stesso Boris Johnson condannano senza riserve.

Negli Stati Uniti, alla confusione grottesca (e vergognosa) degli esponenti del Partito Repubblicano, quasi tutti bloccati dal terrore di perdere i consensi delle loro “costituencies” trumpiane, corrisponde la durezza dei Democratici che invocano la cacciata di Trump grazie all’arti 25 della Costituzione Americana, articolo che venne inserito dopo l’assassinio di Kennedy nel 1962.

Sarà interessante vedere se ci riusciranno (ci vogliono 2/3 del Parlamento e la firma del Vicepresidente Pence e di tutti i ministri del gabinetto di Trump). 
Se ci riusciranno Trump dovrà essere processato per “tradimento” e se condannato dovrà essere …fucilato, da regolare plotone di esecuzione. Molto poco probabile.

Nella storia americana diversi Presidenti USA sono stati fucilati, ma mai da un plotone di esecuzione, dopo regolare processo.

Ovviamente terrorizzato dalla realistica prospettiva, Trump ha pubblicato un video nel quale ipocritamente contraddice tutti i suoi discorsi di incitamento alla rivolta pubblicati nei giorni precedenti e durante l’assalto al Campidoglio, quando era sicuro che con l’invasione del Campidoglio ci sarebbe stato il ribaltamento che lui chiedeva. La esplicita dichiarazione che “i responsabili saranno puniti” sconvolgerà i fedelissimi che gli hanno creduto. I 74 milioni di elettori scompariranno di colpo….sic transit …

Resta peraltro la possibilità allucinante che il grande truffatore Trump, nel disperato tentativo di recuperare i potenziali finanziatori della sua follia, continui comunque e nonostante tutto, la sua maniacale battaglia per i prossimi 4 anni di Amministrazione, la prova vivente e operativa di come la più grande democrazia del Pianeta possa essere azzoppata da un cretino, diminuito mentale patologico, bugiardo sistematico, ladro, evasore fiscale, truffatore internazionale, capace di plagiare 74 milioni di elettori di eguale e superiore debolezza mentale, travolgendo codici e Costituzione. Spappolando il cervello debole di decine di membri del Parlamento e di senatori, nonché di qualche ministro del Governo Federale degli Stati Uniti.

Uno che, appoggiando un dito sul bottone rosso, può scatenare un conflitto nucleare che riporterebbe il Pianeta all’Età della Pietra.

The day after the failed coup. 

After the failed coup, clearly organized and triggered by Trump with documented complicity by the chief of Police responsible for the security of the Capitol, the next day we have the flight of the accomplices, the silence of the conniving, the ambiguous statements of the hypocrites … Five useless deaths (four rioters and a policeman) who paid with their lives, one in the line of duty and four for their naivety and ignorance. But there will still be useless deaths, an easy guess as  my forecast on this blog of the Trumpian coup, loudly announced by the arrogance of the organizer. The statements of the various subjects and regimes, from the most drastic and clear to the most obscure, rank from decency to shame. Giuseppe Conte does not shine: he sanctimoniously condemns violence, but not the fomenter responsible for it.   Mr. Salvini is silent, probably due to the large gag that Mr Giorgetti stuck in his mouth.Merkel, Macron and Boris Johnson rightly condemn unreservedly. In the United States, the shameful confusion of the Republican leaders, almost all of them afraid of losing their Trumpian “constituencies”, is matched by the toughness of the Democrats who are calling for the immediate demoting of Trump to prevent his further crimes.It will be interesting to see if they succeed (it takes two-thirds of the Parliament and the signature of Vice President Pence and of all the ministers in Trump’s cabinet). If they succeed, Trump will have to be tried for “treason” and if convicted he will have to be… shot, by a regular firing squad. Very unlikely!In American history, several US presidents have been shot, but never by firing squads, after a regular trial.Terrified by the realistic prospect of being shot, Trump has posted a video in which he hypocritically contradicts all his previous rallies of incitement of the riots, even during the assault on the Capitol, when in his delusional paranoia he was sure that there would be the reversal of the election results he was asking for. Yesterday’s explicit declaration that “those responsible (for the assault) will be punished” will shock the faithful who trusted him. The 74 million voters will suddenly dwindle … a lot of them at least.However, it is still possible that Trump may continue his maniacal battle for the next 4 years of Administration, the factual proof of how the greatest democracy of the planet can be crippled by a systematic liar, thief, tax evader, international swindler, capable of plagiarizing 74 million voters of equal mental weakness, twisting the brains of dozens of members of parliament and senators, as well as some ministers of the federal government of the United States.By placing a finger on the red button, he could trigger a nuclear conflict that would bring the planet back to the Stone Age.  

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COSA SI IMPARA DALLA TRAGEDIA DI WASHINGTON

Trump: paranoia criminale

Che Trump fosse soggetto pericoloso a sé e agli altri era cosa nota da ben più di 4 anni e ci si è chiesti, fin dalla sua elezione nel 2016, come sia stato possibile, per un individuo chiaramente soggetto ad acuta paranoia, crassamente ignorante, volgare, superficiale, maschilista truce, evasore fiscale, bancarottiere, con la maturità culturale di un dodicenne ritardato, arrivare al vertice del potere degli Stati Uniti.

Il fatto tragico e poco contestabile è che Donald Trump rappresenta ed è l’archetipo del cittadino USA: ignorante, arrogante, razzista, bugiardo, mitomane, pregiudiziato, caratterialmente violento. Se così non fosse Trump non avrebbe avuto 74 milioni di voti: gli americani lo hanno sentito loro autentico rappresentante e interprete.

Chi conosce gli Stati Uniti e gli americani attraverso la letteratura e il giornalismo d’elite, Atlantic Monthly, The New Yorker, Time Magazine  o Newsweek non può rendersene conto. Solo una intima conoscenza della lingua, dei costumi, dell’economia, del sociale, dello slang dell’America suburbana e rurale, dei deserti delle immani squallide periferie povere (non solo Boston, New York, Chicago, San Francisco, Portland Oregon o Seattle), consente di capire cosa è la realtà squallida del sociale USA.

Un paese caratterizzato da enormi sacche di povertà infima, non si vedono in Europa i mendicanti che popolano le città americane, gli affamati che trovano da mangiare nei bidoni della spazzatura davanti ai McDonald e ai KFC. Un paese con una enorme fascia di ceto sub-medio che a fatica passa il mese mangiando tutti i giorni. Privi di assistenza medica esposti alla brutalità di un capitalismo aggressivo, gretto e feroce, gli americani della classe intermedia vivono nel terrore di vedersi sul lastrico da un giorno all’altro, licenziati senza garanzie, costretti a vagare con un trolley di supermercato, dormire sotto i ponti, mangiare grazie ai “salvos”, famiglie intere che dormono nelle auto, sopravvivere inverni gelidi nei dormitori laidi e infestati di pulci, pidocchi e cimici. Igiene personale zero, cagare negli angoli dei parcheggi. Per le donne e i bambini un inferno ancora peggiore, esposti a qualunque aggressione e violenza.

Questo universo di disperati crede che l’assistenza medica e sociale sia “comunismo”, odia i migranti messicani e crede nell’assurdo sogno MAGA (Make America Great Again).

La scuola produce una massa di ignoranti disponibili a qualunque laida demagogia. L’università è riservata ai figli della ricca borghesia, la “scala sociale” interdetta.

Incredibile ma vero: Trump, ricco, ladro, evasore fiscale, truffatore, bugiardo, bancarottiere, adiacente alla peggiore mafia internazionale riesce a vendere a questa tragica America disperata un falso sogno di riscatto e potere: e viene premiato da 74 milioni di voti!

Da mesi Trump falsifica, mente, sobilla alla rivolta e al colpo di stato, cerca addirittura di corrompere funzionari e vertici politici che gli “trovino i voti”, evidentemente farlocchi, per capovolgere il risultato delle elezioni. Un comportamento sicuramente criminale gravissimo, ad oggi impunito dal sistema giuridico USA che di fronte a un presidente in carica è impotente. Chiaramente per una enorme tragica lacuna costituzionale che da centinaia di anni non è stata corretta. 
Il sistematico palese e dichiarato tentativo di colpo di Stato di Trump non è aggredibile dal sistema giudiziario USA mentre il pompino di Lewinsky condannò Clinton.

La folla di fedeli elettori trumpiani a Washington che assalta e invade il Campidoglio per interrompere la certificazione di Biden Presidente non viene controllata dalla Polizia e forse non sarà controllata nemmeno dalla Guardia Civile: troppo pericoloso.

Trump continua a gridare di avere vinto le elezioni e 74 milioni di americani gli credono, negando i fatti.  Basta un bugiardo criminale, disastrato mentale per far saltare le istituzioni democratiche USA? A quando la salutare, severa, reazione del “US Judiciary” finora inerte e impotente? In difetto saranno quattro anni di continua, sistematica “guerra civile”, il 6 Gennaio 2021 di Washington è solo l’inizio.

lorenzo matteoli

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LA PERICOLOSITA’ IRRESPONSABILE DI MATTEO RENZI

Dunque, ci informa l’Huffington Post, il piano di Renzi Ciao 2020 non rispetta le modalità formali rigide e rigorose imposte dall’Europa agli Stati Membri per la redazione delle proposte e dei contenuti per il Recovery Fund. Anzi è proprio “un’altra cosa”. Renzi non si è preoccupato di documentarsi o, più probabilmente, ritiene che qualunque cosa lui presenti sia intelligentissima e debba essere comunque accettata senza riserve, per la innegabile superiorità.

L’Huffington Post ci informa anche su tutte le scadenze che sono state rispettate dal Governo Conte nella predisposizione del Piano e nell’informazione di Camera e Senato. Scadenze che Renzi ignora quando accusa il Governo di avere operato in modo isolato e autocratico.

È vera un’altra ipotesi: Renzi conosce perfettamente le regole UE e sa benissimo che il suo progetto non sarebbe nemmeno letto in difetto del rispetto delle condizioni formali di presentazione imposte dall’Europa. Ma quando non si ha nessuna responsabilità si può anche presentare la Vispa Teresa. A Renzi basta una storia qualunque per dichiarare che le sue proposte, insostenibili e impresentabili, sono separate da un abisso dal Piano di Conte e mettere in mora il Governo con un ricatto vuoto. 

Per questo avrebbe dovuto sfruttare il vantaggio iniziale della sua operazione ricattuale e incassarne il ritorno. Insistendo, la verifica sarà punitiva e invece di vantaggi incasserà l’inviperimento nei suoi confronti dell’opinione pubblica e il più che probabile azzeramento del suo seguito elettorale.

Ci si chiede la ragione di questa cecità: la breve brillante carriera di Renzi è marcata da episodi di questo genere. Una brillante spregiudicata intelligenza tattica associata alla totale incapacità di leggere le strategie e il contesto di medio termine, accecato da immane ego e presunzione, narcisisticamente affascinato da sé stesso, imbrogliato dalla sua superficialità.

Renzi è pericoloso a sé e agli altri e devo ricredermi per i giudizi positivi che ho in varie occasioni espresso nei suoi confronti. È sperabile che Mattarella e Conte riescano a superare la situazione fangosa determinata dalla arrogante leggerezza di Renzi.

lorenzo matteoli

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IL SURREALE COVID ITALIANO

Totale contagiati, infetti attuali, guariti, morti, oggi 1/1/2021

In Italia i contagi aumentano i morti aumentano, i tamponi diminuiscono e le vaccinazioni vanno a rilento.

Sui social impazzano gli interventi trionfali di quelli che si vantano di fottersene delle regole, pubblicano foto di festini e cene con folle di presenti senza mascherine. Le battute tipo “Una nullità come Conte non ha diritto di condizionare la mia vita!” ricevono migliaia d “likes” applausi, entusiastiche adesioni. Gli autori delle battute più assurde e cretine esaltati come eroi popolari.

Tutto questo mentre gli ospedali vanno in tilt, il personale sanitario si sacrifica oltre i limiti del sopportabile (centinaia di morti nel personale medico e paramedico in Italia), e i contagi aumentano insieme ai morti.

Le norme per la sicurezza e il controllo della pandemia sono denunciate come un inutile capriccio del governo, un pretesto stupido per gestire il potere, un abuso liberticida…la “dittatura sanitaria”.

La protesta contro Conte diventa un grottesco tripudio suicida, surreale, assurdo.

La sensazione è di leggere cronache del Medioevo, roghi di streghe, Inquisizione, untori di strani complotti, quando si legge quello che sta avvenendo in Italia, nel Western Australia dove da mesi siamo senza morti e senza contagio grazie al rispetto delle norme che il ludibrio suicida italico disprezza e si vanta di non applicare in nome di una non ben definita libertà di beccarsi il morbo e trasmetterlo ad altri, per fare un dispetto a Conte, Dimaio e Speranza. Una applicazione a scala sociale negazionista della proverbiale operazione del marito che si tagliò i coglioni per far dispetto alla moglie.

C’è da preoccuparsi per il Paese con il 30% di elettori di Salvini e 5Stelle e con le piazze e i social trionfalmente negazionisti.

Ha proprio ragione Wittgenstein/Sofri: “Le parole sono inutili con chi nega i fatti.”

Un preoccupante parallelo con la hubris di Matteo Renzi che provoca una crisi di governo senza sbocchi per imporre una sua personale ipotesi di gestione e ripartizione del Recovery Fund. 

lorenzo matteoli

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IL DATO POLITICO: CONTE VS RENZI

Dopo ore di colloquio e verifica tra Gualtieri e Maria Elena Boschi, capo delegazione IV sul progetto di spesa dei 200 miliardi del Recovery Fund, Gualtieri dichiara con soddisfazione che ci sono molti punti di convergenza fra il Piano di Conte e la posizione di Italia Viva. Contemporaneamente, da Italia Viva, per mano di Renzi esce una velina che stronca il piano Conte e che dichiara una “distanza abissale” del piano Conte dalla posizione di Italia Viva. Non è nota la posizione di Maria Elena Boschi.

Chi si intende di denaro e di progetti di investimento per la inusuale dimensione di 200 mila milioni di Euro (400 mila miliardi di vecchie lire) sa che di questi progetti se ne possono disegnare mille e tutti validi. Data la dimensione, senza precedenti in Italia, quello che conta non è tanto il dettaglio del progetto di spesa quanto la struttura che ne sarà responsabile. Infatti, il progetto strategico può essere modificato/precisato/finalizzato in corso d’opera, mentre la struttura responsabile della gestione della spesa no.

Certamente Conte si è avvalso della struttura dei ministeri e delle relative competenze economiche e finanziarie per predisporre il suo piano. Non si conoscono invece le competenze che hanno predisposto il progetto di Italia Viva. A parte le scarse notizie pubblicate sulla stampa non si hanno informazioni che consentano di valutare i due progetti e lo scontro fra Conte e Renzi resta surreale per il pubblico, anche competente, italiano. Nella notte nera tutte le vacche sono nere (Come Hegel disse di Schelling). A parte il fatto che su strategie da 200 mila milioni di Euro di competenze in Italia ce ne sono poche, forse nessuna.

Quindi non ci resta che il “dato politico”: quanto vale politicamente la posizione di Renzi e quanto vale politicamente la posizione di Conte.  
Un esercizio verbale che piace molto in Italia perché non richiede molta competenza. Si spara a cazzo, come al Bar Sport. L’unica misura del “dato politico” sono i voti degli elettori e secondo questa misura, valutata in linea di ipotesi (Bar Sport), la posizione di Renzi è perdente.

Poteva essere vincente una settimana fa, ma Renzi non ha colto il “dato politico” e ha insistito, bruciando la potenzialità. Come gli è capitato già molte volte nella sua breve, brillante carriera.

lorenzo matteoli

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CONTE HA SPARIGLIATO

Genghis Khan

Mi piace Conte che rifiuta il giocone dei partiti e di Renzi! Prima non mi era mai piaciuto molto. Evidentemente succedono cose nel teatrino che non conosciamo. I “chiarimenti” offerti in TV  (che oramai sostituisce il Parlamento e le segreterie politiche) sono in pratica una riaffermazione della sua autorità, che si era andata “appannando” nelle ultime settimane sotto il fuoco incrociato di Renzi, PD e 5S,  implicito o esplicito.

Sia che questa riaffermazione sia il frutto di assicurazioni ricevute “in privato”, sia che risulti invece da una sua “assunzione di responsabilità”, è una svolta interessante nel bollito misto delle ultime settimane. Conte ha ribaltato il tavolo giocando le sue carte e Renzi deve ora verificare il suo bluff e il rischio che comporta. Rischio che, detto in pastasciutta, vuol dire la fine per esaurimento di credibilità, sua e del suo partitino.

Giorgia Meloni, bocciando la fregola poltronara di Salvini di fare governicchi con i voti dei “transfughi”, ha piantato un altro chiodo sul coperchio della scatolona di vermi confezionata da Renzi.

Dopo il Panettone di Natale ci saranno “interesting times” nel teatrino romano: una Befanaccia in agguato.

lorenzo matteoli

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I rimasti 5stelle – la differenza tra Salvini e Meloni

I fuoriusciti 5stelle

Dal La Repubblica apprendiamo che gli oltre 50 fuoriusciti dal M5S (fra Senato e Camera) si sono distribuiti in tutti i partiti del teatro parlamentare (PD, Lega, Berlusconi, Meloni…). Se consideriamo i fuoriusciti un “campione” relativamente più intelligente dell’universo 5stellare vuol dire che nel M5S sono rimasti potenziali fuggiaschi verso tutti i partiti del teatro parlamentare. La differenza con i colleghi che se ne sono andati (evidentemente disgustati e finalmente consci) è che i rimasti sono meno intelligenti e più fifoni. Tutti con San Gennaro.

l litigio continuo tra Salvini e Meloni

Non vanno d’accordo su nulla: su Raggi a Roma, su Appendino a Torino, sulle nuove elezioni, su Biden, su Trump, sulla politica estera, sull’Europa, su Orban … credo che non siano nemmeno d’accordo sugli spaghetti alla carbonara.

La differenza tra Salvini e Meloni è che Meloni è intelligente.

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MARIANA MAZZUCATO E LA NUOVA FORMA URBIS

Mariana Mazzucato 2020.courtesy of TED.

Ho comprato e mi sono letto “Non sprechiamo questa crisi(1)di Mariana Mazzucato.

Non proprio una lettura facile, ma comunque avvincente. Si capisce lo sforzo di “rompere” i moduli correnti del pensiero “economico”, si sente la passione dell’autrice, si intuisce il messaggio rivoluzionario del “capitalismo decente” ripensato da Mariana et al.

Sono poi andato a sentire la lezione di Mariana sul sito olandese de Balie del 23 luglio 2020 “A new story on capitalism(2) e mi ha colpito l’avvertimento iniziale della brillante lecturer: Tutti vogliono tornare alla “normalità”, ma io vi dico attenzione!! L’ultima cosa da fare è tornare alla “normalità” perché è proprio quella normalità che ci ha portato la crisi finanziaria del 2008la successiva miseria e disoccupazione, e adesso la Pandemia del Covid19…”

Dopo questo provocatorio avvertimento la lezione prosegue sui temi cari a Mariana: la responsabilità della “finanziarizzazione” dell’economia, superare il capitalismo da rapina, le nuove figure pubblico-privato, riqualificare la burocrazia civile, definire una “missione” per gli investimenti, innovare, includere, partecipare, condividere, evitare di divorarsi le radici e di bruciare il terreno nel quale affondano…

È a questo punto che ho capito una cosa, che forse nemmeno Mariana ha chiaramente intuito, e chiedo ai miei lettori di “coprire” il mio salto logico: tutto il discorso di Mariana è una metafora. 

Il vero oggetto delle sue intuizioni macroeconomiche e finanziarie è la città.

Infatti il contenitore della “normalità” che dobbiamo superare, la rappresentazione solida, di cemento, mattoni, asfalto della “normalità” è la città. Nata come luogo principe della civiltà e diventata nei secoli fragile, ostile, avvelenata, criminogena, inquinata e inquinante, emblema di tutti gli aspetti negativi della “normalità”. Come la famosa rana nell’acqua calda non ce ne siamo accorti e siamo arrivati al bollore.

La rivoluzione macroeconomica, il capitalismo decente, la ridefinizione del valore delle cose che sono i capisaldi della proposta di Mariana sono tutti legati in modo circolare a una nuova forma urbis. La città va salvata con la nuova visione economica dal suo sistematico, lento suicidio.

La crisi della Pandemia potrebbe essere l’opportunità per superare l’involuzione, anzi, secondo Mariana, o sarà così o subiremo una alternativa catastrofica di more of the same: capitalismo da rapina, finanziarizzazione dell’economia, diseguaglianza economica, impoverimento sociale.

È necessario fare un flash forward di 60-80 anni, collegare i puntini, rileggere con nuova intenzione il nostro “Cityfutures(3)  per vedere la figura della città illustrata dalla metafora macroeconomica di Mariana Mazzucato, nel suo giusto contenitore urbano: verde, sostenibile, user friendly, climatologicamente bio, energeticamente autonomo, economicamente efficace, intelligente, pedonale, high density/high quality….

La forma urbana che consentirà di superare lo sprawl di immani periferie urbane costituite da croste di latta (USA, Australia) o di orrendi pollai multipiano di cemento (Europa, Asia), la cui realizzazione sarà possibile nel quadro della nuova visione economica proposta da Mariana Mazzucato.

La città “normale”, attraverso la sistematica manutenzione territoriale verrà demolita (30-40 anni) il territorio recuperato all’ambiente e la nuova forma urbana sarà la “figura” della nuova città.

Learning from Todi: villaggi verticali ad alta densità, verdissimi, integrati, servizi, lavoro, residenza, educazione, tempo libero, studio, ricerca, arte, cultura …

Non c’è tempo per scrivere l’ultimo capitolo di City in History (Lewis Mumford): andiamo avanti oltre la normalità letale.

Così leggo in termini di “città” la metafora macroeconomica finanziaria di Mariana Mazzucato.

lorenzo matteoli

MARIANA MAZZUCATO AND THE NEW FORMA URBIS

I bought and read “Let’s not waste this crisis” [1] by Mariana Mazzucato.   Whilst not exactly an easy read, it is very compelling.  You understand the effort to “break” the current modules of “economic” thought, feel the passion of the author and can comprehend the revolutionary message of “decent capitalism” re-thought by Mariana et al.

I heard Mariana’s lecture of  July 23rd, 2020 on the Dutch de Balie website “A new story on capitalism” [2] and was struck by the initial warning of this brilliant lecturer:  “Everyone wants to return to “normality”, but I tell you beware !! The last thing we should want to do is to go back to “normality” because it is precisely that normality which was responsible for the 2008 Great Financial Crisis, the subsequent social crisis, and now the Covid19 Pandemic … “

After this provocative warning, the lesson continues on the issues dear to Mariana:  the responsibility of the economy “financialization”,  greed capitalism, the new public-private figures, requalifying state bureaucracy, defining a “mission” for investments, innovate, include, participate, share, stop thrashing our cultural roots and burning the berm that feeds them. 

At this point I understood something which perhaps not even Mariana clearly perceives, and I ask my readers to follow me on my logical leap:   Mariana’s whole speech is a metaphor.

The real object of her macroeconomic and financial insights is the city. In fact, the container of the very “normality” that we have to overcome, the solid cast in concrete, bricks, steel, stones and tarmac of current “normality” is the city.  Founded as the very cradle of civilization, over the centuries it has become fragile, hostile, poisoned, crimegenic, polluted and polluting, an emblem of all the negative aspects of “normality“.  Like the famous fable of the frog in luke warm water, we did not notice the gradual temperature increase until it came to the boil.

The macroeconomic revolution, decent capitalism, redefinition of the value of things that are the cornerstones of Mariana’s proposal, are all linked in a circular way to a new forma urbis. The city must be saved by the new economic vision from its systematic, slow suicide.  The present pandemic crisis could be the opportunity to overcome the involutionary cicle,  or else, according to Mariana, we will be damned in a catastrophic alternative of more of the same: greed capitalism, financialization of the economy, economic inequality, social impoverishment and,eventual demise.

Projecting 60-80 years ahead, connect the dots, re-read our “Cityfutures” [3] with a new mind set to see the image of the city designed by Mariana Mazzucato’s macroeconomic metaphor, in its right urban container:  green, sustainable, user friendly, climatologically bio, energetically autonomous, economically effective, intelligent, walkable high density/high quality….

The urban form that will overcome the sprawl of huge urban suburbs made of crusts of corrugated steel sheet (USA, Australia) or of daunting multi-storey concrete jail blocks (Europe, Asia), which will be possible within the framework of the new economic vision proposed by Mariana Mazzucato. The present day “normal” city, through systematic territorial maintenance, will be demolished (30 to 40 years), the land environmentally recovered and the new urban form will be the “image” of the new city.  A new Renaissance.

Learning from Todi:  High density vertical villages, very green, integrated, services, work, residence, education, leisure, study, research, art, culture … 

We have no time to write the last chapter of City in History (Lewis Mumford):   Let’s go beyond the lethal normality. 

This is how I interpret Mariana Mazzucato’s macroeconomic financial metaphor in terms of “urban future”.  

lorenzo matteoli

English translation by Google translate, edited by Wendy Charnell

Hilltop town
Urban an vertical village

Green 25 progetto di Luciano Pia a Torino
  1. Mi ero già letto “Lo Stato Innovatore” il “Valore di tutto” e “Ripensare il capitalismo

2. https://www.youtube.com/watch?v=3eMrk9mUUWw

3. “Cityfutures”, L. Matteoli, R.Pagani (curatore), Hoepli, Milano 2009.

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