Sinistra, destra.

Dopo l’insuperabile analisi di Giorgio Gaber (1994) era diventata una moda sostenere che i due termini o categorie, non avevano più significato e che non esisteva più né la destra né la sinistra. Devo riconoscere di avere anch’io partecipato alla temporanea moda qualunquista e di avere in qualche scritto sostenuto il concettino. Riconosco e mi scuso.

In effetti sostenere che le due categorie che hanno qualificato il dibattito sociale e politico, oltre che culturale per qualche centinaio di anni non esistono più o non hanno significato è una scemenza. Come dire che le parole avanti e indietro non hanno più significato.

Quello che è cambiato è il contesto nel quale il linguaggio si applica. Più che una ridefinizione le due categorie devono essere ricollocate nel territorio dell’ideologia che, come dice Gaber, …’io credo che ci sia”.
Senza nemmeno tentare di superare l’ineffabile e mai dimenticato Giorgio Gaber, interprete della sottile, scettica ironia che è l’essenza della milanesità, vorrei tentare una proposta di ricollocazione delle due categorie destra/sinistra. Vedere se si riesce a disegnare una geografia ideologica praticabile nel 2018 in Italia/Europa nella quale muoversi sapendo-cosa

 

Migranti

La sinistra: Considera il fenomeno epocale da inquadrare in un arco temporale di 30-50 anni. Imposta un progetto lanciato su quell’arco di tempo, investimento culturale, antropologico e strutturale.
Vanno fatti, implementati e gestiti accordi con i paesi di provenienza per respingere quelli che non sono accettabili (economici, criminali, foreign fighters infiltrati etc.).
Vanno selezionati, preparati, educati, inseriti nel territorio e nel sociale.
Devono riconoscere e impegnarsi al rispetto della cultura, delle leggi e delle tradizioni italiane.
Devono essere seguiti sociologicamente vanno prevenute, impedite e punite le faide interrazziali e interreligiose delle varie comunità.
Devono poter lavorare e guadagnare onestamente.
I comportamenti violenti, criminali, teppistici vanno puniti secondo la legge italiana con rapida efficacia. Il progetto deve essere europeo e non solo italiano.
Il generico buonismo dell’accogliamogli tutti, va comunque condannato, come vanno condannati gli atteggiamenti da sceriffi razzisti. Ragionevole obbiettiva e discreta fermezza.

La destra: respinge indiscriminatamente, costruisce (o lascia costruire) lager e campi di concentramento, sequestra condomini e alberghi per ospitare migranti che impone alle comunità locali, non controlla fenomeni di neo-schiavismo, caporalato e sfruttamento abusivo, li paga senza lasciarli lavorare, incoraggia comportamenti razzisti e di segregazione. Incoraggia speculazione e sfruttamento di pseudo enti assistenziali finanziati con denaro pubblico (finzione di sinistra).

Le tasse
La sinistra: Vanno pagate.
Gli evasori vanno individuati e perseguiti secondo la legge, promuove leggi più rigorose per il controllo preventivo dell’evasione e per il trattamento legale degli evasori. Considera il fenomeno ‘culturale’ e adotta strategie culturali per combattere l’evasione. Considera l’atteggiamento esoso e settario della fiscalità uno degli incentivi all’evasione. (i.e.non pago le tasse perché sono ingiuste  ed esose…)

La destra: non punisce l’evasione, tollera l’evasione. Con l’inefficienza burocratica giustifica e incoraggia l’evasione. Verbalmente afferma il contrario.


La scuola e l’Università
La sinistra:
qualifica e seleziona i quadri docenti con criteri di rigorosa meritocrazia, aumenta gli stipendi dei maestri delle scuole elementari e delle scuole medie e superiori, controlla e disciplina docenti inadempienti, punisce con strumentazione legale i genitori aggressivi e controlla i comportamenti arroganti ed eversivi dei genitori, istruisce didattica e qualificazione rigorosamente meritocratica degli studenti, boccia chi non merita di essere promosso.
Si è resa conto della catastrofe provocata dal 1968.

La destra: afferma di fare le cose sopra descritte ma non le fa, specula sulla catastrofe del 1968.

 

L’ambiente, il clima
La sinistra: Considera il fenomeno epocale transgenerazionale di portata planetaria, persegue accordi globali. Ritiene il fenomeno reversibile (con riserva) solo attraverso la integrazione dei costi ambientali nei prezzi di materiali e servizi, integrazione che impone una strategia finanziaria, macroeconomica internazionale. Si preoccupa delle conseguenze delle varie strategie sull’occupazione e sul sociale. Affronta i problemi con progettazione a scala territoriale, regionale e nazionale.
Persegue nel breve termine contingente locale politiche economiche finanziarie per scoraggiare/punire comportamenti e consumi ambientalmente nocivi.

La destra:Ritiene irrilevante il problema e giudica pericolose tutte le strategie per affrontarlo.


L’economia
La sinistra: affronta la GFC con atteggiamento keynesiano strategico, incentivando investimenti infrastrutturali e strutturali del pubblico e del privato, manutenzione del territorio e degli edifici, consumo delle famiglie sui beni durevoli. Taglio drastico degli sprechi di sistema e di clientela Austerità strategicamente finalizzata. Riduzione sprechi, riduzione tasse, riduzione del debito. Al limite propone la riduzione di una significativa quota del debito pubblico mediante liquidazione di parte delle riserve auree della Banca d’Italia per fare uscire l’Italia dalla categoria ancillare che oggi connota il rapporto con la UE e re-impostare una strategia di bilancio finalizzata al pareggio del debito.

La destra: Consolida la strategia dell’austerità generica e genericamente applicata. Aumenta il peso fiscale, tollera e propone il deficit spending, fingendo che sia una strategia keynesiana. Tendenzialmente nega o rimuove il fattore D (fattore debito).


L’Europa
La sinistra:vuole un’Europa diversa, vuole rinegoziare ragionevolmente i trattati (Maastricht), vuole un profilo della UE meno burocratico e più vicino ai territori, vuole l’Unione Politica dell’Europa.

La destra: vuole uscire dall’Europa e dall’Euro ignorando e nascondendo le tragiche implicazioni.

I jeans.
la sinistra:
straight, interi non danneggiati, che toccano le scarpe senza accartocciarsi, puliti e stirati

la destra: tagliuzzati e strappati, sporchi, troppo lunghi  con il cavallo a mezza gamba e il taglio del culo e le mutande in vista.

 

Conclusione.
Al sintetico dizionario ideologico esposto si possono aggiungere molte voci se si scende nel dettaglio (dove notoriamente sguazza il diavolo) e i termini sopra proposti possono essere radicalmente emendati, corretti e integrati. Cosa che molto probabilmente farò.
Cambiare è di sinistra.

(l.matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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